GOD’S NOT DEAD

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Libertà, Male, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Harold Cronk
Durata
114'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
God's not dead
Distribuzione
Dominus Production
Soggetto e Sceneggiatura
Chuch Konzelman, Cary Solomon tratto dal libro di Rice Books; Hunter Dennis, Chuck Konzelman, Cary Solomon
Musiche
Will Musser, Newsboys
Montaggio
Vance Null

Orig.: Stati Uniti (2015) - Sogg.: tratto dal libro di Rice Books; Hunter Dennis, Chuck Konzelman, Cary Solomon - Scenegg.: Chuch Konzelman, Cary Solomon - Fotogr. (Panoramica/a colori): Brian Shanley - Mus.: Will Musser, Newsboys - Montagg.: Vance Null - Dur.: 114' - Produz.: Pure Flix Productions, Greg Jenkins Productions, Red Entertainment Group.

Interpreti e ruoli

Shane Harper (Josh Wheaton), Kevin Sorbo (prof. Jeffery Radisson), David A.R. White (reve.do Dave), Dean Caine (Mark Shelley (se stesso), Willie Robertson (se stessa), Korie Robertson (Amy Ryan), Trisha LaFache (Ayisha), Hadeel Sittu (Misrab), Marco Khan (Mina), Cory Oliver (Ward Wheaton), Jim Gleason (rev.do Jude), Benjamin Oyango (Kara), Cassidy Gifford (Martin Yip), Paul Kwo .

Soggetto

Matricola al college, Josh Wheaton è un cristiano dalla fede salda e sicura. Quasi a sorpresa, il primo giorno di lezione si trova di fronte l'opposizione del prof. Radisson. Questi, dall'alto della sua posizione di ruolo, esige dagli studenti l'abiura dell'esistenza di Dio, favore di lezioni improntate al pensiero filosofico ateo. Aprendosi una discussione, il prof. Radisson lancia a Josh una sfida: dovrà provare nelle successive tre lezioni l'esistenza di Dio e la classe giudicherà. Se non supererà la prova, il ragazzo rischia di interrompere la carriera universitaria...

Valutazione Pastorale

Si tratta di film che affronta in modo diretto una tematica semplice e centrale, ma lo fa con una modalità tipicamente americana e decisamente scoperta. La sfida che il prof. lancia è all'insegna di un atteggiamento alquanto didattico e vagamente elementare, con dimostrazioni e ragionamenti sempre abbastanza piatti ed poco intensi. Resta salva la bontà delle intenzioni che fa di Josh il prototipo dello studente preparato e fedele, legato ad un'idea religiosa tanto autentica quanto non bene elaborata. Tutte i numerosi episodi che punteggiano la sceneggiatura danno l'impressione di una sorta di episodi anche sofferti ma vissuti sempre sull'orlo di una traguardo da tagliare con soddisfazione e gioia: la ragazza cui viene diagnosticato il tumore; la fidanzata di Radisson che rinuncia al compromesso con l'uomo, il pastore giovane e il suo amico in visita a lungo trattenuti da un macchina che non parte;la fine in un incidente di Radisson, forse una fatalità, forse una colpa da espiare. Sinio tutti momenti che preparano il finale, in cui i titoli di coda invitano a creare tante altre situazioni come quelle appena viste sullo schermo, perché "DIo non è morto": Un dettato semplice, come detto, quasi infantile, degno dl massimo rispetto eppure non così intenso né carica di dolore o capace di elevare inni di gioia. Una visione evangelica, comprensibile, sincera ma inevitabilmente di ridotto impatto emotivo. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e da affidare a dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per avviare riflessioni sulle modalità della diffusione della parola di Dio oggi.

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