GUY

Valutazione
Inaccettabile, Insulso
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Michael Lindsay- Hogg
Durata
91'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
GUY
Distribuzione
Mikado Film
Musiche
Geoffrey Beal
Montaggio
Dody Dorn

Sogg. e Sceneggiatura.: Kirby Dick - Fotogr.: (panoramica/a colori) Arthur Smith- Mus.: Geoffrey Beal - Montagg.: Dody Dorn - Dur.: 91' - Produz.: Renée Missel

Interpreti e ruoli

Vincent D'Onofrio (Guy), Kimber Riddle (Veronica), Hope Davis, Diane Saunger, Richard Portnow, Lucy Liu, Valente Rodriguez, John O'Donoghue, Michael Massee, Sandy Martin

Soggetto

Una misteriosa regista irrompe un giorno nella vita dell'ignaro Guy, un trentaquattrenne non sposato, con un figlio, e ora convivente con Veronica. Guy ne è infastidito. Se la trova appresso dovunque: per la strada, al bar, sull'autobus, in automobile, in casa. L'onnipresenza di quella macchi-na da presa diventa per Guy un'ossessione. Nell'illusione che l'estrema "pre-stazione" richiestagli convincere Veronica a farsi riprendere con lui durante un'accoppiamento possa mettere fine all'insopportabile invadenza di quello strumento, accetta con inquietudine anche quell' "extrema ratio". Ma la per-secuzione non cessa. Nel disperato tentativo di sfuggirvi, Guy, in folle corsa, giunge fino al mare e vi si butta, come per un lavacro purificatore e non rie-merge. Un investigatore privato indaga sull'accaduto per conto dell'enigma-tica regista senza alcun risultato e la regista è costretta a raccogliere gli stru-menti del suo mestiere e ad allontanarsi. Ma, in modo altrettanto misterioso e inquietante, Guy rientra nella vita dell'indiscreta regista, ossessionandola a sua volta con un inesorabile tallonamento.

Valutazione Pastorale

Film raffazzonato e demenziale, sia per i numerosi svarioni tecnici e illogicità narrative (una donna munita di macchina da presa penetra dappertutto, come uno spirito folletto incorporeo) sia per la vicenda paradossale che vorrebbe raccontare. L'idea dell'ossessiva onnipresenza di strumenti da ripresa, che invadono anche i momenti più imbarazzanti del pri-vato, ha una sua originalità e una sua credibilità in questa epoca di strapotere dei media. Ma il prevalere delle scurrilità e dell'erotismo strabocchevole del racconto, vanifica ogni possibilità di assurgere a denuncia dell'arroganza di chi si serve dei ritrovati della moderna tecnologia con incredibile cinismo, passando sopra ad ogni dignità e ad ogni diritto al rispetto che caratterizza la persona umana.

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