HOUSE PARTY (FESTA IN CASA)

Valutazione
Inaccettabile, Triviale
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Reginald Hudlin
Durata
107'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
HOUSE PARTY
Distribuzione
Artisti Associati International
Soggetto e Sceneggiatura
Reginald Hudlin
Musiche
Marcus Miller, Lenny White
Montaggio
Earl Watson

Sogg. e Scenegg.: Reginald Hudlin - Fotogr.: (normale/a colori) Peter Deming - Mus.: Marcus Miller, Lenny White - Montagg.: Earl Watson - Dur.: 107' - Produz.: Warrington Hudlin

Interpreti e ruoli

Christopher Reid (Kid), Robin Harris (Pop), Tisha Campebell (Sidney), A.J. Johnson (Sharane), Martin Lawrence (Bilai), John Witherspoon, Barry Diamond, Michael Pniewski, Robin Harris

Soggetto

un gruppo di studenti liceali di un quartiere negro di una città americana, provenienti quasi tutti da famiglie piccolo-borghesi, organizza una festa in casa di Play, approfittando dell'assenza dei genitori del ragazzo. Bilal, un disc-jockey loro amico, fornisce il materiale per la parte musicale, e vengono invitate alcune graziose studentesse, molto corteggiate. Ma proprio quel giorno, a scuola, Kid, il migliore amico di Play, viene coinvolto in una rissa da tre studenti teppisti, che insultano la memoria della sua mamma morta. Costretto a reagire, il ragazzo viene punito dal severo padre, che, avvertito da una lettera della preside, non crede alle motivazioni dategli dal figlio, e gli proibisce di uscire quella sera per partecipare al party .Cosicché Kid deve svignarsela di nascosto, anche perché impaziente di sfoggiare il suo nuovo taglio di capelli a forma di colbacco russo, che spera gli attiri l'ammirazione delle ragazze. Ma, prima di giungere alla festa, Kid passa dei guai, sia coi soliti teppisti, che lo perseguitano, sia con i poliziotti bianchi, che pattugliano la zona. Finalmente, giunge a casa di Play, dove prima subisce il fascino della graziosa Sharane, civetta e cinica, ma presto apprezza i meriti della più seria Sidney, con la quale inizia un rapporto amoroso. Intanto la festa viene disturbata, prima da un vicino insofferente del chiasso, che chiama la polizia, poi dai teppisti, che tentano d'incendiare l'abitazione. Kid, riaccompagnata a casa Sidney, e interrotto forzatamente un rapporto con lei, Incontra di nuovo i suoi nemici, insieme ai quali viene arrestato ingiustamente. In prigione il ragazzo si trova nei guai, perché concupito da un gruppo di omosessuali, ma fortunatamente i suoi amici, raccolti in fretta i soldi per la cauzione, lo salvano in tempo dal pericolo. Dopo il party, la vita del gruppo torna alla normalità, e il sentimento nato fra Kid e Sidney, ormai prossimi all'università, sembra possa diventare una cosa seria.

Valutazione Pastorale

pur nel clima di abituale volgarità, che distingue purtroppo il cinema di oggi, questo film risalta per un alto grado di trivialità. L'esile vicenda, che potrebbe ritrarre un banale quadretto di vita goliardica, è invece infarcita di frasi oscene chiaramente specificate, con gesti e situazioni inequivocabili, accompagnate naturalmente da parolacce. Specialmente la scena in prigione risulta molto pesante. Il tutto è certamente inaccettabile, e non può che disgustare perché finisce con l'essere l'elemento dominante del film. Un fatto poco comune è che questa vicenda si svolge in un ambiente composto tutto di neri americani, alcuni dei quali, come i genitori di Sidney vivono evidentemente nel benessere, mentre altri appartengono alla piccola borghesia, ma i loro figli usano lo stesso linguaggio e gli stessi atteggiamenti dei loro coetanei bianchi, ai quali ormai non si sentono più inferiori. Manca però in questo lavoro il senso dell'ironia, un tono umoristico, che avrebbe potuto alleggerire tanti momenti grevi, e dare all'insieme un certo valore di studio sociale. Sia la regia che gli interpreti non hanno particolare risalto.

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