I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE

Valutazione
Accettabile, problematico*
Tematica
Potere, Solidarietà-Amore, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Alan Taylor
Durata
105'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
The emperor's new clothes
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Kevin Molony, Alan Taylor, Herbie Wave liberamente tratto dal romanzo "The death of Napoleon" di Simon Leys
Musiche
Rachel Portman
Montaggio
Masahiro Hirakubo

Orig.: Gran Bretagna (2001) - Sogg.: liberamente tratto dal romanzo "The death of Napoleon" di Simon Leys - Scenegg.: Kevin Molony, Alan Taylor, Herbie Wave - Fotogr.(Panoramica/a colori): Alessio Gelsini Torresi - Mus.: Rachel Portman - Montagg.: Masahiro Hirakubo - Dur.: 105' - Produz.: Uberto Pasolini.

Interpreti e ruoli

Ian Holm (Napoleone/Eugene), Iben Hjejle (Pumpkin), Tim McInnerny (dott. Lambert), Tom Watson (Gerard), Hugh Bonneville (Bertrand), Murray Melvin (Antommarchi), Nigel Terry (Montholon), Eddie Marsan (Marchand), Clive Russel (sergente)

Soggetto

E' il 1821. In seguito alla sconfitta di Waterloo ad opera di Inglesi e Prussiani, Napoleone Bonaparte vive ormai da sei anni confinato nella lontana isola di Sant'Elena in mezzo all'Oceano Atlantico. Ma l'esilio sta per finire. Un gruppo di fedeli sostenitori ha organizzato un complotto per riportare l'imperatore a Parigi, mentre un sosia, tale Eugene Lenormand, lo sostituirà nell'isola ingannando gli inglesi. Quando l'imperatore arriverà a Parigi, il sosia verrà smascherato come impostore e Napoleone potrà reclamare di nuovo il suo trono. Il piano prende il via, ma qualcosa va subito storto. La nave sulla quale viaggia, cambia improvvisamente rotta e Napoleone non riesce a mettersi in contato con il fido collaboratore che doveva condurlo a Parigi. Giunto da solo a Parigi, scopre che l'ufficiale che doveva ospitarlo è morto. La giovane vedova Pumpkin gli offre di rimanere solo per una notte. Mentre a Sant'Elena il sosia prende gusto al ruolo e non ne vuole sapere di interrompere le cose, Napoleone aiuta Pumpkin nella vendita di meloni. Gli affari cominciano ad andare bene, Napoleone resta a casa della donna, e tra i due nasce un affetto. A Sant'Elena intanto succede l'imprevisto. Il sosia muore e il capitano delle guardie, per evitare di essere impiccato, deve diffondere la notizia che Napoleone Bonaparte è morto!A Parigi il vero Napoleone cade in una profonda frustrazione. Si veste con la sua famosa divisa, dice chi é ma nessuno, a cominciare da Pumpkin, gli crede e viene preso per matto. Ad una estrema richiesta di essere creduto, il medico Lambert lo conduce in un palazzo periferico, un manicomio pieno di uomini che si credono tutti napoleone. Tornato a casa, l'imperatore capisce che deve rassegnarsi e accettare la sua nuova vita borghese accanto a Pumpkin. Prende l'uniforme, la porta in caserma e la fa consegnare al fidato sergente Bommel con un messaggio: "Eugene Lenormand se ne è andato. Le lascia questo come ricordo".

Valutazione Pastorale

Dice Alan Taylor, che esordì nel 1995 con "Palookaville": "Tutti i personaggi dei miei film si trovano davanti al dilemma che scaturisce dal confronto tra ciò che sono e ciò che vorrebbero essere e alla frustrazione che deriva dal divario tra realtà e sogni impossibili. Una sensazione che a volte li rende ciechi, impedendo loro di vedere ciò che li circonda, di riconoscere ciò che c'é di buono nelle loro vite e quali sono le cose che contano veramente". Una premessa che acquista maggior peso se applicata ad una figura così rilevante com'é stata quella di Napoleone Bonaparte. Quelle raccontate sono, come si sa, vicende del tutto immaginarie ma va detto che il gioco funziona egregiamente. Il merito di riuscire a dare contorni reali ad un copione di pura fantasia va al regista, per il modo felicemente leggero con cui tratta personaggi e situazioni di una Storia con la S maiuscola. Azzeccata in particolare risulta la chiave narrativa che mette fianco a fianco l'Imperatore, abituato a pensare in termini di destini del mondo, e la popolana Pumpkin con un contorno di umanità spicciola che deve fare i conti con le difficoltà pratiche di ogni giorno. Lasciando da parte moralismi e giudizi storici, il film riesce ad essere insieme drammatico e divertente, ironico e amaro, inducendo ad una opportuna meditazione sull'effimero del successo e sulla serietà di valori più nascosti. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile, e problematico proprio per le molte riflessioni che suggerisce. UTILIZZAZIONE: bello anche come spettacolo per la esatta ricostruzione storica, il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre anche in occasioni mirate nell'ambito di temi riguardanti la storia, il potere, la forza dei sentimenti.

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