IL COLORE DEL CRIMINE

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Donna, Famiglia - genitori figli, Povertà-Emarginazione, Razzismo
Genere
Drammatico
Regia
Joe Roth
Durata
116'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Freedomland
Distribuzione
Sony Pictures Releasing Italia
Musiche
James Newton Howard
Montaggio
Nick Moore

Orig.: Stati Uniti (2006) - Sogg. e scenegg.: Richard Price dal proprio romanzo "Freedomland" - Fotogr.(Scope/a colori): Anastas N. Michos - Mus.: James Newton Howard - Montagg.: Nick Moore - Dur.: 116' - Produz.: Scott Rudin.

Interpreti e ruoli

Samuel L.Jackson (Lorenzo Council), Julianne Moore (Brenda Martin), Edie Falco (Karen Collucci), Ron Eldard (Danny Martin), William Forsythe (Boyle), Aunjanue Ellis (Felicia), Anthony Mackie . (Billy), Liza Colon Zayas (Bea), Catrina Ganey (Lorraine), Clarke Peters . (rev.do Longway)

Soggetto

A Dempsy, sobborgo difficile del New Jersey, il detective Lorenzo Council é chiamato a investigare sul presunto rapimento del figlio di 4 anni della signora Brenda Martin. Nella zona altre madri hanno sofferto la scomparsa dei propri figlioletti, e Karen si è messa alla testa di un gruppo che sfila in silenziosa protesta per le strade e ora vuole affiancare il lavoro della polizia. Sospettato come colpevole, Billy, ragazzo di colore, viene arrestato, scatenando la violenta reazione della comunità nera. Dopo alcuni scontri cruenti tra forze dell'ordine e cittadini, il dubbio che aveva Council fin dall'inizio si conferma giusto: il piccolo non é stato rapito ma ucciso (o meglio lasciato morire) da Brenda, donna di instabile equilibrio. Per il momento i tumulti in città si placano, e Council va in carcere a colloquio prima con Brenda, e poi con il figlio Jason, condannato per rapina a con il quale cerca a sua volta di riavviare un dialogo.

Valutazione Pastorale

Un caso patologico, personale (quindi inviduale, quello di Brenda) si inserisce in una situazione sociale più ampia, dove basta poco per fare esplodere disagi, malcontenti, ribellioni a lungo covati. Il quadro di fondo fortemente realistico viene plasmato dalla regia in forma drammaturgico-epica, con toni da scontro civile e echi di tragedia. L'esito generale indulge forse a qualche formalismo e non mancano toni un po' enfatici e dialoghi qua e là sentenziosi. Ma le denuncie di fondo sono dirette, giuste, incalzanti. Gli spunti che coinvolgono e interpellano lo spettatore sono numerosi: la fragilità della madre, i pregiudizi, il rapporto cittadini-polizia, le istanze spirituali, la responsabilità individuale e quella collettiva a servizio della comunità. Temi forti, restituiti con incisività e attenzione. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare in occasioni successive per affrontare i molti argomenti sopra indicati. Qualche attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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