IL DECALOGO 6 – NON COMMETTERE ATTI IMPURI **

Valutazione
Complesso, Discutibile, Dibattiti
Tematica
Metafore del nostro tempo, Psicologia, Sessualità, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Krzysztof Kieslowski
Durata
61'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Polonia
Titolo Originale
DEKALOG SZESL
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Krzysztof Piesiewicz, Krzysztof Kieslowski
Musiche
Zbigniew Preisner
Montaggio
Ewa Smal

Sogg. e Scenegg.: Krzysztof Piesiewicz, Krzysztof Kieslowski - Fotogr.: (normale/a colori) Witold Adamek - Mus.: Zbigniew Preisner - Montagg.: Ewa Smal - Dur.: 61' - Co-Produz.: Telewizja Polska, Warzawa, Sender Freies Berlin, Berlin

Interpreti e ruoli

Grazyna Szapolowska (Magda), Olaf Lubaszenko (Tomek), Stefania Iwinska

Soggetto

a Varsavia, il diciannovenne Tomek, impiegato alle poste, al suo ritorno a casa, ogni sera, spia con il binocolo Magda, la trentenne inquilina del palazzo di fronte, una donna bella e indipendente, sessuamente libera e disponibile ad incontri con diversi uomini nel suo domicilio. Ossessionato dal desiderio per questa donna, Tomek, le invia avvisi di pagamento inesistenti; le manda a casa dei tecnici del gas con il pretesto di una fuga (ma solo per disturbare i suoi incontri d'amore); accetta un secondo lavoro come fattorino, pur di vederla al mattino per consegnarle il latte. Riuscito finalmente ad avvicinarla, a dichiararsi ed ad entrare nella casa della donna Tomek, fallisce nel tentativo di amplesso con Magda. Umiliato, disgustato e disperato il giovane, dopo aver tentato il suicidio, sparisce. Magda inquieta per la sua assenza lo cerca e adesso è lei che tenta di spiarlo. Quando dopo molto tempo Tomek, ormai disamorato di Magda, la rivede all'ufficio postale con freddezza dichiara alla donna di aver smesso di spiare il suo corpo ed i suoi amplessi.

Valutazione Pastorale

qui gli "atti impuri" distruggono ogni sogno e illusione di amore. Eppure si ha l'impressione ineludibile che si tratti, in sostanza, di una breve storia di amore che, nata sotto gli auspici di un voyeurismo da adolescente tutto goffaggini e fremiti segreti, si risolve per i due personaggi principali nel pianto e rimorso della donna e nella presa di coscienza del ragazzo umiliato. Sono, queste, due scintille preziose a suggellare il dramma. È un "duo" magistralmente proposto, trattato perfino con durezza in un crescendo di tensione e ossessione che il regista sembra assicurare alla perfezione. Il tutto in un clima pressochè astratto e, come negli altri episodi del "Decalogo", nell'atmosfera estraniante (i grandi condomini, le strade vuote, viandanti ignoti o ricorrenti destinati appena a sfiorarsi nella casualità) di una Varsavia a preferenze notturna e silenziosa Quasi a voler rappresentare e significare l'anonimità implacabile di un vivere, in cui l'amore spontaneo, l'amore-slancio non trovano più spazio e luogo possibili. I gesti e i volti degli interpreti diversi ma umanissimi, più che validi ambedue bene esprimono quel senso di fatalità che la tematica di Kieslowski sembra privilegiare, ma di cui mai egli si ammanta come di un vessillo moralistico. Fotografia esemplare per nitore di inquadrature (è di Witold Adamek), con immagini che la colonna sonora arricchisce da vibrazioni pertinenti.

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