IL GIARDINO SEGRETO ***

Valutazione
poetico, Raccomandabile, Famiglie
Tematica
Bambini, Malattia
Genere
Allegorico
Regia
Agnieszka Holland
Durata
102'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE SECRET GARDEN
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Caroline Thompson Tratto dal romanzo "The Secret Garden" di Frances Hodgson Burnett
Musiche
Zbigniew Preisner
Montaggio
Isabelle Lorente

Sogg.: Tratto dal romanzo "The Secret Garden" di Frances Hodgson Burnett - Scenegg.: Caroline Thompson - Fotogr.: (panoramica/a colori) Roger Deakins - Mus.: Zbigniew Preisner - Montagg.: Isabelle Lorente - Dur.: 102' - Produz.: Fred Fuchs, Fred Roos, Tom Luddy

Interpreti e ruoli

Kate Maberly (Mary Lennox), Meydon Prowse (Colin Craven), Andrew Knott (Dickon), Maggie Smith (Signora Medlock), Laura Crossley (Martha), John Lynch (Lord Craven), Walter Sparrow (Ben Weatherstaff), Irene Jacob, Colin Bruce, Andrea Pickering, Frank Baker

Soggetto

rimasta orfana di entrambi i genitori in seguito ad un terremoto in India, la piccola Mary Lennox viene rimpatriata in Inghilterra con altri orfani, che ne irridono il carattere chiuso ed altero. Incapace di piangere e abituata ad essere accudita dalla servitù, la bimba si scontra subito con la durezza della signora Medlock, la governante dello zio, Lord Craven, che ha sposato la gemella di sua madre. La signora Medlock destina alla piccola un'immensa stanza nel grande castello semideserto e la lascia praticamente da sola. Misteriosi lamenti percorrono i corridoi del maniero, ma sia la Medlock, sia la simpatica servetta Martha, che si conquista a poco a poco la simpatia della piccola, rispondono evasivamente alle sue domande. La bambina scopre nel cassetto della zia (la cui morte ha gettato nella disperazione Lord Craven, che si assenta continuamente non sopportando i luoghi dove ha amato la defunta) una grande chiave, che apre la porta di un giardino nascosto dall'edera, che la bimba scopre seguendo un pettirosso con cui ha fatto amicizia. Conosce Dickon, il fratello di Martha, che ha un corvo addomesticato e promette alla bimba che l'aiuterà nell'opera di far rifiorire il piccolo giardino. Una notte Mary scopre un bimbo pallido che si lamenta in un grande letto: è il cugino Colin, l'autore delle grida, un malato più immaginario che reale, che il padre, gobbo, rifiuta di vedere. A poco a poco, il calore dell'amicizia di Mary e di Dickon spingono il ragazzo fuori delle mura del castello, e l'amicizia dei piccoli amici e la bellezza del giardino fanno sì che egli recuperi l'uso delle gambe. I tre, con la complicità del vecchio Ben, il giardiniere, celebrano un rituale magico per richiamare in patria Lord Craven che infatti ritorna e abbraccia, felice, il figlio e la nipotina.

Valutazione Pastorale

questa parabola sull'antico detto "Amor vincit omnia" viene trattata dalla Holland con mano squisitamente femminile, attenta alle motivazioni interne che muovono i personaggi, sepolti ciascuno a suo modo nell'oscura caverna della solitudine e dell'incapacità di comunicare col mondo e con gli altri, verso una dimensione umana e spirituale di luce, di calore, di ritrovato senso della vita e della solidarietà che deve legarli agli altri. Mary e Colin sono prigionieri di una situazione di sofferenza che li porta a reazioni opposte: Mary, che non piange mai, è indurita da un'infanzia tanto priva di problemi economici quanto arida e solitaria, con dei genitori assenti ed infine strappati via all'improvviso dal caso; Colin, che piange troppo, è causa involontaria della morte della madre, che è spirata mettendolo al mondo, ed è vittima, più che di un corpo malato, dell'ossessiva signora Medlock, che lo vuole più fragile e malato di quanto egli non sia in realtà. Il padre, che lo colpevolizza inconsciamente della perdita dell'adorata consorte, ed è terrorizzato che divenga deforme come lui, è in continua ed inutile fuga da se stesso e dai suoi ricordi. Chiara è la metafora del giardino in abbandono, che il pettirosso, animale simbolico, spalanca alla bimba permettendole di rinascere come i fiori che vi coltivava in segreto, e di liberare il cugino e di conseguenza lo zio dalla loro prigione. E' il giardino del cuore che, inaridito dalla mancanza di amore comincia a fiorire quando le spine dell'egoismo vengono estirpate e vengono piantati i semi della carità e della solidarietà.

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