IL MIO PRIMO BACIO *

Valutazione
Accettabile, Realistico
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Howard Zieff
Durata
99’
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MY GIRL 2
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Janet Kovalcik Basato sui personaggi creati da Laurice Elehwany
Musiche
Cliff Eidelman
Montaggio
Wendy Greene Bricmont

Sogg.: Basato sui personaggi creati da Laurice Elehwany - Scenegg.: Janet Kovalcik - Fotogr.: (normale/a colori) Paul Elliott - Mus.: Cliff Eidelman - Montagg.: Wendy Greene Bricmont - Dur.: 99’ - Produz.: Brian Grazer

Interpreti e ruoli

Dan Aykroyd (Harry Sultenfuss), Jamie Lee Curtis (Shelly Sultenfuss), Anna Chlumsky (Vada Sultenfuss), Austin O’ Brien (Nick Zsigmond), Richard Masur (Phil Sultenfuss), Christine Ebersole (Rose Zsigmond), John David Souther (Jeffrey Pommeroy), Angeline Ball, Aubrey Morris, Gerrit Graham, Ben Stein, Anthony R. Jones, Keone Young, Jodie Markell

Soggetto

a Madison, in Pennsylvania, Vada Sultenfuss, 13 anni, vive col padre Harry, che ha un’agenzia di onoranze funebri, e la matrigna Shelly, che aspetta un figlio. La crisi per l’arrivo di una nuova vita, che la obbligherebbe tra l’altro a lasciare la stanza al nascituro, e le prime turbe adolescenziali si aggiungono al rammarico costante di non aver conosciuto la madre Maggie, attrice di teatro, morta nel metterla al mondo. E’ quindi con gioia che Vada, su suggerimento dell’intelligente Shelly, approfitta, durante le vacanze pasquali, dell’ospitalità dello zio Phil, che vive a Los Angeles con la proprietaria di un’autofficina, Rose Zsigmond, di origini ungheresi, che ha un figlio adolescente, Nick. Questi aiuta Vada nella sua ricerca di vecchi amici della madre, per tracciarne un profilo per una ricerca scolastica. Dopo un regista cinematografico, un fotografo ebreo, un poeta ubriacone, Vada incontra una proprietaria di boutique alquanto eccentrica, che le insinua il dubbio che il suo vero padre sia Jeffrey Pommeroy. I ragazzi, per rintracciarlo, ricorrono ad un ex collega di Maggie, ora poliziotto, il sergente Tanaka. L’incontro con Jeffrey, ora sposato e con una bimba, chiarisce come lui abbia solo vissuto gli anni della carriera artistica con la madre a New York, prima che sposasse Harry e Vada venisse al mondo. I due assistono, commossi, ad un film con Maggie che recita, scherza e canta con molto sentimento “Smile”. Rasserenata, e anche galvanizzata dall’affetto che Nick, dopo le solite schermaglie e dispetti dell’adolescenza, le dimostra con un innocente bacio al momento della partenza, Vada ritrova, al rientro, la famiglia e un fratellino appena nato cui canta con tenerezza la canzone udita nel film.

Valutazione Pastorale

questo film volutamente semplice nella trama e dai contorni psicologici sempre nitidi si segnala per la recitazione assai efficace di Anna Chlumsky. La sua interpretazione mette un pò in ombra gli altri attori, chiaramente limitati nei movimenti anche dal copione, disegnato appositamente sulla giovane. Spicca nel film l’intenzione di rivalutare, dopo anni di dissacrazioni selvagge, di irrisioni farsesche, di allusioni corrosive, il rapporto di coppia, ma soprattutto il nucleo familiare, che viene chiaramente visto come ambiente privilegiato per la creazione ed il mantenimento di un rapporto sano e creativo tra adulti e minori. Lo zio Phil, pur con la spinta della gelosia di un cliente particolarmente cortese con Rose, finisce per chiederle di sposarla; il poeta, il regista, la svampita stilista, tutti solitari, danno un immagine di frustrazione o di instabilità psichica, mentre la famiglia di Vada, o quella di Jeffrey, mostrano una solidità d’impianto ed una capacità di assorbire e risolvere positivamente le eventuali tensioni tali da costituire il messaggio più importante del film, che oltretutto mantiene sempre un tono leggero anche se non banale o frivolo, mai apologetico, e forse per questo più efficace.

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