IL RITORNO DEI TRE MOSCHETTIERI

Valutazione
Accettabile-riserve, Brillante
Tematica
Letteratura
Genere
Farsesco
Regia
Richard Lester
Durata
100'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
THE RETURN OF THE MUSKETEERS
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
George Mac Donald Fraser tratto da "Vent'anni dopo" di Alessandro Dumas
Musiche
Jean Claude Petit
Montaggio
John Victor Smith

Sogg.: tratto da "Vent'anni dopo" di Alessandro Dumas - Scenegg.: George Mac Donald Fraser - Fotogr.: (panoramica/a colori) Bernard Lutic - Mus.: Jean Claude Petit - Montagg.: John Victor Smith - Dur.: 100' - Produz.: Pierre Spengler

Interpreti e ruoli

Michael York (D'Artagnan), Oliver Reed (Athos), Frank Finlay (Portos), Jean Pierre Cassel (Cyrano de Bergerac), C. Thomas Howell (Raoul), Kim Cattrall (Justine), Geraldine Chaplin (Queen Anne), Roy Kinnear (Planchet), Richard Chamberlain (Aramis), Philippe Noiret (Mazzarino)

Soggetto

Francia, 1649. La situazione è complessa e si è fatta pericolosa. Anna d'Austria, Reggente di Francia, deve tutelare Re Luigi XIV, appena decenne, mentre il Cardinale Mazzarino è il Primo Ministro e, al contempo, l'amante della Regina. Il Duca di Beaufort, che si è messo a capo della Fronda, riesce a fuggire dalla Bastiglia dove il Cardinale lo ha fatto rinchiudere e sommuove il popolo parigino. In Inghilterra, intanto, Oliviero Cromwell ha battuto sul campo Re Carlo I Stuart, congiunto di Anna ed è deciso a farlo giustiziare. Non resta che fare ricorso ai Moschettieri e Anna d'Austria si ricorda dei loro antichi, preziosi servigi. Dopo venti anni, ecco di nuovo insieme Athos, Porthos, Aramis e d'Artagnan: il primo ritiratosi nelle sue terre, sempre triste e incline alla bottiglia, ma teneramente affezionato al figlio visconte Raoul di Bragelonne; Porthos che aspira a diventar barone; Aramis sempre pronto ad alternare la veste di abate con la infallibile spada; d'Artagnan che, ora al servizio del Cardinale, non è tuttavia riuscito ad ottenere il brevetto di capitano dei Moschettieri. Molte le avventure, gli agguati, i duelli e le imprese audacissime dei quattro che, in partenza su trincee opposte (i Reali, il Cardinale), ritrovano l'amicizia e l'entusiasmo della giovinezza ormai lontana. Anche se la spedizione a Londra e la speranza di salvare Re Carlo dalla mannaia si concludono con un fallimento, i quatto proteggeranno Corona e Governo, riuscendo anche a neutralizzare un inatteso ostacolo: l'anima dannata dai biondi capelli di Justine, figlia del Conte di Rochefort e della defunta Milady (ossia la moglie di Athos decapitata tanti anni prima dopo svariati delitti per mano del boia di Lille). Con una ardita impresa finale, i nostri spadaccini otterranno da Mazzarino, armi alla mano, il brevetto agognato da d'Artagnan. la baronia per Porthos, la nomina a vescovo per Aramis. Ad Athos, sempre gran signore, resta la gioia di aver lottato "per il Re e per la Francia".

Valutazione Pastorale

vicenda fracassona, agitata da un incredibile polverone, tra storia, contraffazioni e manipolazioni buffonesche; a suo modo brillante, ma zeppa di cialtronerie e anche di ridicolaggini. Sembra di visitare un enorme magazzino antiquario dove ci sia di tutto: corone reali, porpore cardinalizie, intrighi cortigiani, boia e parrucche, cavalli e cavalieri, draghinasse e giustacuori. Alessandro Dumas, che storico non era, nei "Tre Moschettieri" come in "Vent'anni dopo" la storia l'aveva, sì, romanzata, ma sempre resa avvincente con invenzioni geniali e fantasie perfino plausibili e va ricordato per un talento creativo, che sempre risponde ad una certa logica narrativa. In questo film-guazzabuglio, il gioco caleidoscopico risulta pasticcione e la cifra si rivela, forse volutamente irriverente. Nel grande pastrocchio galleggiano attori anche illustri, sicuramente pochissimo convinti del copione da seguire. Scene e situazioni motivano la valutazione.

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