IL SINDACO

Valutazione
Inaccettabile, Ambiguo
Tematica
Mafia
Genere
Drammatico
Regia
Ugo Fabrizio Giordani
Durata
88'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
liberamente tratto dal lavoro teatrale "Il sindaco del rione Sanità" di Eduardo De Filippo
Musiche
Antonio Di Pofi
Montaggio
Amedeo Salfa

Sogg.: liberamente tratto dal lavoro teatrale "Il sindaco del rione Sanità" di Eduardo De Filippo - Sce-negg.: James Carrington - Fotogr.: (panoramica/ a colori) Pasquale Rachini - Mus.: Antonio Di Pofi - Montagg.: Amedeo Salfa - Dur.: 88'- Produz.: Duea film, Istituto Luce

Interpreti e ruoli

Anthony Quinn (Antonio Barracano), Anna Bonaiuto (Armida), Raoul Bova (Eddy), Maria Grazia Cucinotta. (Rita), Franco Citti (Arturo), Romina Mondello (Geraldine), Lino Troisi (Fabio), Giuseppe Zarbo, Massi-mo Bellinzoni, Jack Basehart, Ivan Lucarelli, Piero Nicosia, Gaetano Amato, Alexandra Orfei

Soggetto

A New York, negli anni Trenta, in un quartiere italo-americano domina il padrino don Antonio Barracano, cui tutti si rivolgono. Tra questi: Nate e Little Pal, due malavitosi della zona; Cuozzo, pieno di debiti con uno strozzino; poi Rita e Raff, che attendono un bambino e vorrebbero sposarsi ma sono ostacolati dal padre di lui, Arturo, con il quale don Antonio ha alla fine un terribile scontro, che lo porterà alla morte. Scomparso il "padrino", il dottor Fabio, che per trenta anni ne è stato il medico e confidente, decide di far ritorno in Italia. Ma prima trae un bilancio, amaro e pieno di rimpianti, della vita passata accanto a quell'uomo.

Valutazione Pastorale

Il film è tratto dalla commedia di Eduardo De Filip-po "Il sindaco del rione Sanità", ma la trasposizione cinematografica stravol-ge completamente il testo originario. Quella che il film fa vedere è l'ennesi-ma riproposta di un campionario retorico e consunto che francamente si spe-rava di non vedere più sotto queste forme. Nonostante la buona volontà di Anthony Quinn, siamo alla logora rappresentazione del clima mafioso instaurato dagli italo-americani a New York, con il padrino che si assume il diritto di vita e di morte su tutti, amministrando soldi e giustizia in nome di non si sa quale legge, e con il clima di terrore in cui vivono persone e fami-glie. Una retorica riproposta senza il minimo distacco critico e quindi, dal punto di vista pastorale, inaccettabile per il clima ambiguo in cui è calata. Utilizzazione: Il modesto livello della realizzazione e la mancanza di una vera dimensione drammatica, di spunti problematici o di dubbio interiore fanno propendere per una non utilizzazione del film in programmazione ordinaria. Molte perplessità anche in ordine ad un utilizzo in cineforum e ras-segne, laddove si voglia affrontare l'argomento "malavita, mafia anni Tren-ta", o simili.

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