IL SOCIO *

Valutazione
Discutibile, Crudezze
Tematica
Giustizia
Genere
Thrilling
Regia
Sydney Pollack
Durata
155'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE FIRM
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Robert Towne, David Rayfiel basato sul libro "The Firm" di John Grisham
Musiche
Dave Grusin
Montaggio
William Steinkamp, Fredric Steinkamp

Sogg.: basato sul libro "The Firm" di John Grisham - Scenegg.: Robert Towne, David Rayfiel - Fotogr.: (normale/a colori) John Seale - Mus.: Dave Grusin - Montagg.: William Steinkamp, Fredric Steinkamp - Dur.: 155' - Produz.: Scott Rudin, John Davis

Interpreti e ruoli

Tom Cruise (Mitch McDeere), Jeanne Tripplehorn (Abby McDeere), Ed Harris (Wayne Tarrance), Holly Hunter (Tammy Hemphill), Hal Holbrook (Oliver Lambert), David Strathairn (Ray McDeere), Gene Hackman (Avery Tolar), Gary Busey, Wilford Brimley, Steven Hill, Terry Kinney, Jerry Hardin, John Beal

Soggetto

dopo un giro baldanzoso fra gli studi legali della città, tutti interessati ad assumerlo, il giovane Mitch Mcdeere sceglie di far parte del piccolo, ma prestigioso e facoltoso Studio Bendini, Lambert & Locke, di Memphis, nel Tennesse, i cui avvocati sono esperti in diritto commerciale, e che gli offre condizioni favolose di retribuzione. Solo Abby, la giovane e bella moglie, appare sconcertata da quell'incredibile fortuna e se ne domanda perplessa il perché. Mitch si vede immediatamente al centro delle attenzioni di Avery Tolar, un socio anziano cui lo Studio ha affidato l'incarico dell'iniziazione della giovane promessa. Intelligente e pervicare, oltre che ambizioso, Mitch non tarda a subodorare qualcosa di ambiguo nelle procedure della società: un cliente si lamenta per una parcella "gonfiata"; alcuni avvocati – forse non completamente "allineati" ai metodi della società – incontrano la morte in circostanze poco chiare. Mitch finisce con rendersi conto che lo Studio legale si presta ad operazioni losche, è legato con la mafia, ricicla denaro, mette a rischio la sua stessa vita e quella della moglie, dopo averlo fatto circuire da una seduttrice smaliziata, documentando il suo cedimento per farsene un'arma di ricatto nei confronti di Abby. Il giovane si fa vigile, accorto e sempre più decisamente determinato a trovare da solo, senza metterne a parte nessuno, una via d'uscita. Viene in tal modo a contatto anche con uno scaltro agente dell'FBI, Wayne Tarrance, capitato a Memphis per raccogliere informazioni sullo studio legale Bendini, Lambert & Locke. Perduta la fiducia della moglie, che ne ha scoperto fortuitamente la "scivolata" extra coniugale, ripresi i contatti con la famiglia d'origine, povera e sfortunata, in particolare col fratello Ray, in carcere per presunto omicidio, che lui vuole ad ogni costo tirar fuori, Mitch si scopre nel bel mezzo di un dilemma angoscioso, da cui riesce a liberarsi affidandosi alla legalità, senza più privilegi di sorta e in pace con la propria coscienza, dopo aver corso spericolate avventure.

Valutazione Pastorale

il film pecca indubbiamente di prolissità e di indugi ripetitivi, ma ha il merito di continuare un filone "diverso" rispetto a quello abituale del cinema americano, sempre all'avanguardia per dovizia di mezzi tecnici e perizia di effetti speciali, ma spettacolare in maniera esorbitante e quasi sempre povero di contenuti e di valori. Qui un avvocato, di origini modeste e temprato dal sacrificio e da una dura applicazione allo studio, esce trasformato da un'esperienza di cinico sfruttamento e riprende il controllo della propria vita e l'uso della propria libertà, sdegnando ogni profitto pur di essere se stesso. È doveroso dire che Tom Cruise non riesce a conferire spessore al suo personaggio, e lo recita sciolto e acrobatico nei movimenti, questo sì, ma inespressivo e statico nella mimica di un volto forse troppo regolare per poter atteggiarsi all'angoscia, il terrore, la rabbia e la tragedia che il suo ruolo reclamerebbe, rendendo così meno incisivo e credibile il modello di fierezza, deontologia professionale, coscienziosità, disprezzo del profitto, senso della propria dignità che il protagonista dovrebbe proporre. Soprattutto il distacco sdegnoso del valore tutt'altro assoluto del denaro. Il segnale è senz'altro positivo, ma alcune sequenze ciniche, qualche passaggio crudo, omicidi e violenze rendono d'obbligo alcune cautele.

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