IL TEMPO CHE CI RIMANE

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Famiglia, Libertà, Metafore del nostro tempo, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Elia Suleiman
Durata
105'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Belgio, Francia, Italia, Palestina
Titolo Originale
The Time That Remains
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Veronique Lange

Orig.: Palestina/Francia/Belgio/Italia (2009) - Sogg. e scenegg.: Elia Suleiman - Fotogr.(Panoramica/a colori): Marc André Batigne - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Veronique Lange - Dur.: 105' - Produz.: Michael Gentile, Elia Suleiman.

Interpreti e ruoli

Elia Suleiman (E.S.), Saleh Bakri (Fuad), Samar Qudha Tanus (madre 1970-80), Shafika Bajjali (madre oggi), Tarek Qubti (vicino di casa), Bilal Zidani (Jubran), Yasmine Haj (Nadia), Georges Khiefi . (sindaco)

Soggetto

Il conducente di un taxi si perde in strade piene di nebbia. Dietro c'è un uomo, che comincia a ricordare il passato. Si comincia da Nazareth nel 1948, al tempo della creazione dello stato di Israele, quando il palestinese Fuad non riesce a raggiungere in tempo la sua ragazza Thuraya, fuggita con la famiglia in Giordania. Ritroviamo Fuad nel 1970 e nel 1980, quando gli avvenimenti sono precipitati e lui si reca in Giordania al capezzale di Thuraya, malata di cancro. Ora il signore seduto sul retro del taxi si rivela: é E.S., figlio di Fuad, intento a cercare di ripercorrere la vita del padre. Una materia forte, che potrebbe ispirare un film...

Valutazione Pastorale

L'incontro tra macrostoria e microstoria non é mai facile: c'è il rischio di piegare a proprio uso momenti e avvenimenti. Gettandosi senza paura in avvenimenti piccoli e grandi, Suleiman si muove con grande misura, delicatezza, rispetto. Da palestinese, non lancia proclami nè indulge in sguaiate denunce. La sua forza é in un approccio narrativo asciutto, antiretorico, mai banalmente drammatico, che non esclude (anzi) passaggi di un umorismo sulfureo e quasi beffardo (gli uomini fermi al bar e quelli che passano; il cannone che segue da vicino l'individuo; il coprifuoco disatteso in discoteca...). La "questione palestinese" trova in Suleiman un contributo efficace, un richiamo ad un confronto pacato e di reciproca comprensione. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, forse più opportunamente, in occasioni mirate per avviare riflessioni sugli argomenti molto attuali che propone.

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