IL TORO *

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Amicizia, Lavoro, Rapporto tra culture
Genere
Drammatico
Regia
Carlo Mazzacurati
Durata
105'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
IL TORO
Distribuzione
Cecchi Gori Group
Soggetto e Sceneggiatura
Umberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Stefano Rulli, Sandro Petraglia
Musiche
Ivano Fossati
Montaggio
Mirco Garrone

Sogg. e Scenegg.: Umberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Stefano Rulli, Sandro Petraglia - Fotogr.: (panoramica/a colori) Alessandro Pesci - Mus.: Ivano Fossati - Montagg.: Mirco Garrone - Dur.: 105' - Produz.: Officina Cinematografica, Penta Film

Interpreti e ruoli

Diego Abatantuono (Franco Montagner), Roberto Citran (Loris), Marco Messeri (Tantini), Boris Dvornik (Marko), Zoltan Gera (Sandor), Roberto Zamengo (Tiziano), Alberto Lattuada (Giovanni Colombani), Ugo Conti, Paolo Veronica, Mirta Zetevic, Marco Paolini, Jano Bata, Zoltan Benkoczy, Peter Kertesz

Soggetto

licenziato dopo nove anni di lavoro in un allevamento di bovini pregiati, Franco Montagner, non riuscendo ad ottenere la liquidazione, si introduce di notte nell'azienda e decide di risarcirsi con Corinto, un toro da riproduzione. Con l'amico Loris, che ha un allevamento di vitelli, decide di andare a vendere il toro in Ungheria, dove Franco conosce il responsabile di una grossa cooperativa zootecnica, Sandor. Caricata l'enorme quanto mite bestia sul camion, devono superare problemi: al confine croato per i profughi di guerra, ai quali Marko, un capostazione generoso, vuole donare la carne del toro; quindi il camion che si rompe, con sosta in una fattoria dove un cordiale patriarca li ospita. Alla frontiera con l'Ungheria manca il certificato sanitario: i due incontrano un dinamico faccendiere italiano, Tantini, ed un ragazzo che in cambio del giubbone di Franco li fa traversare clandestinamente. Mentre Franco aspetta invano Loris con l'animale, nevica: alla fine li trova intirizziti dopo un guado gelido, accanto ad un fuoco. Il toro ha la febbre. Franco si adira con Loris, ma la vista di un'immensa mandria li placa: è la zona di Sandor. Questi, anche se il post comunismo lo ha esautorato, accetta di fare da mediatore con un allevatore inglese, Ross, che però scopre che il toro è rubato. Ricomincia il calvario dell'animale, che deve anche subire i frizzi di Tantini ed i suoi amici, contattati in uno squallido night sul lago Balaton e usciti ad ammirare il prodigioso bovino. Loris difende, furente, l'animale, che ha anche un'infezione ad una gamba. Dopo una visita in una chiesina di campagna dove c'è un funerale ed una vecchietta che, vedendolo piangere, consola Franco, questi viene accompagnato da un tizio presso una cooperativa che ospita i due ed offre loro l'acquisto del toro in cambio di trecento vitelli, con i quali tornano in patria.

Valutazione Pastorale

il toro è il simbolico pretesto per Mazzacurati per tentare una radiografia delle problematiche create dal nuovo corso postcomunista tra Italia e paesi dell'est. A fianco del nuovo assetto politico ed economico, in piena crisi evolutiva e complicato dal conflitto jugoslavo, si snoda un ritratto psicologico di personaggi tipici del nostro paese: Franco, che decide di adeguarsi, sia pur con qualche attenuante, all'inveterata consuetudine italica dell'appropriazione indebita; Loris, più onesto ed umano, ma egualmente complice e coinvolto nell'operazione; infine Tantini, esperto dell'import-export, tanto cordiale ed esuberante quanto spietato nel condurre i suoi sporchi affari in stile mafioso. A questi personaggi si contrappuntano le figure, molto più umane, dal capostazione che vuole sfamare i profughi; della famiglia sconvolta dalla guerra; dall'ex dirigente comunista. Figure disegnate con tratti più o meno felici, più o meno persuasivi, ma con tentennamenti e scricchiolii di sceneggiatura e di ambientazione storica che sovente rivelano una certa superficialità nell'affrontare un clima politico e sociale assai complesso che non può essere ridotto a pur suggestivi quadretti di costume, sovente inseriti in un contesto ormai retrodatato.

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