IL VESTITO * *

Valutazione
Discutibile, Problematico, Dibattiti
Tematica
Genere
Grottesco
Regia
Alex Van Warmerdam
Durata
103'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Olanda
Titolo Originale
DE JURK
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Alex Van Warmerdam
Musiche
Vin
Montaggio
René Wiegmans

Sogg. e Scenegg.: Alex Van Warmerdam - Fotogr.: (panoramica/ a colori) Marc Felperlaan - Mus.: Vin-cent Van Warmerdam - Montagg.: René Wiegmans - Dur.: 103' - Produz.: Marc Van Warmerdam, Ton Schippers, Alex Van Warmerdam

Interpreti e ruoli

Khaldoun Elmecky (Cremer), Elizabeth Hoytink (Stella), Ariane Schluter (Johanna), Eric Van Der Donk (Herman), Alex Van Warmerdam (De Smet), Ricky Koole (Chantal), Olga Zuiderhoek (Marie), Frans Vorst-man (Loohman), Henri Garcin (Van Tilt), Peter Blok, Rudolf Lucifer, Jaap Spijkers, Leny Breederveld

Soggetto

Cremer, disegnatore in una grande ditta di tessuti per abbigliamen-to, poiché i suoi lavori vengono giudicati troppo estrosi dal direttore Looh-man, realizza un motivo a foglie su fondo blu: con quel disegno il reparto confezioni della ditta ricava una serie di abiti estivi femminili per tutte le taglie. La prima ad indossare uno di quei modelli è Stella, una casalinga, che subito viene presa da strane frenesie. In seguito, per un banale incidente, costei macchiando il vestito è costretta a lavarlo. Steso ad asciugare, per un colpo di vento l'abito vola via. La nuova proprietaria di quell'abito portato dal vento è Johanna. Herman, il "suo ragazzo", colpito dal motivo a foglie blu, lo traspone nel dipinto cui sta lavorando. Quando Johanna lo indossa, scatena inspiegabili voglie nelle persone che incontra: prima in De Smet, un controllore ferroviario; poi in un conducente d'autobus. Johanna per sottrarsi alle molestie originate da quell'abito decide di donarlo a una raccolta d'indu-menti usati per i poveri. Ridotto ad una misura più giovanile, viene indossato dall'adolescente Chantal, che incontra a sua volta il controllore e diventa oggetto di analoghe molestie. Pertanto lo mette in una borsa, decisa a disfar-sene. Ma la borsa le viene rubata nel parco da una vecchia barbona, Marie. E' la fine dell'estate e, col sopraggiungere del freddo, quell'abito diventa un riparo insufficiente per costei che, inutilmente soccorsa da Van Tilt, ex socio della ditta di Loohman anche lui in miseria muore assiderata e viene cre-mata con quell'indumento addosso. Successivamente il controllore De Smet, va in visita a una mostra d'arte, in cui è esposto, fra gli altri, il quadro di Herman, in cui è presente il motivo dell'abito a foglie blu. Costui invasato taglia un pezzo della tela.

Valutazione Pastorale

Un abito estivo da donna, filo conduttore delle curiose vicende che determina in chi lo indossa e in chi lo vede, diventa per il regista inconsueto punto di partenza per cogliere uno spaccato di vita, sul quale riflettere, ma sul quale evita di pronunciarsi o di offrire comunque una qualche indicazione che tradisca il suo personale intento di proporne un significato. Si può definire il film emblematico di aspetti problematici del vivere umano, specie di un certo modo di vivere, disancorato da principi, ideali, valori che possano conferire senso alla vita. Qualche battuta nei dialo-ghi; situazioni presentate, appunto, come " normali"; qualche provocazione piuttosto pesante; disinvolte libertà di comportamento rendono discutibile dal punto di vista pastorale il film, che è denso di problematiche irrisolte e può aprire un interessante dibattito.

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