IL VIAGGIO DI FANNY

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti *
Tematica
Adolescenza, Bambini, Famiglia - genitori figli, Guerra, Razzismo, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Lola Doillon
Durata
94'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Francia
Distribuzione
Lucky Red
Musiche
Sylvain Favre Bulle
Montaggio
Valerie Deseine

Orig.: Francia (2016) - Sogg. e scenegg.: Anne Peyregne, Lola Doillon - Fotogr.(Scope/a colori): Pierre Cottereau - Mus.: Sylvain Favre Bulle - Montagg.: Valerie Deseine - Dur.: 94' - Produz.: Saga Blanchard, Marie De Lussigny.

Interpreti e ruoli

Leonie Souchaud (Fanny), Fantine Harduin (Erika), Cécile de France (m.me Forman), Juliane Lepoureau (Georgette), Ryan Brodie (Victor), m Anais Meiringer (Diane), Lou Lambrecht (Rachel), Igor Van Dessel (Maurice), Malonn Lévana (Marie), Lucien Khoury (Jacques), Stephane De Grodot . (Jean)

Soggetto

La tredicenne Fanny Ben Ami e le sue sorelle sono affidate dai genitori ad una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai rischi della guerra. Conoscono altri coetanei e, quando i pericoli dei rastrellamenti nazisti si fanno più intensi, sono costretti alla fuga. Fanny assume il ruolo di guida del gruppo...

Valutazione Pastorale

E' stata la produttrice Saga Blachard ad individuare il romanzo da cui è tratto il film. L'autrice de "Il viaggio di Fanny", Fanny Ben Ami, vive oggi a Tel Aviv e Lola Doillon ha voluto incontrarla per conoscere meglio la storia dei genitori e delle due sorelline. Acquista credibilità la frase, a dire il vero ormai un po' abusata, "tratto da una storia vera". Il senso della realtà è dentro ogni passaggio della storia, insieme ad un taglio narrativo di crescente paura e disagio. Anche laddove, per completezza di informazione, il copione è stato allargato alla presenza di personaggi della Resistenza, la regia riesce a non forzare mai il tono oltre il necessario: mostrando ogni passaggio come compiuto dai bambini stessi. Una storia, come si dice, girata ad 'altezza di bambino', ossia avendo ben presenti le psicologie dei piccoli e le loro reazioni davanti a pericoli che trascendono la loro età. Lungo questo percorso che mette in evidenza paura, timori, tremori, che Fanny è chiamata ad attutire facendo ricorso a coraggio e volontà, si muove la storia spinta opportunamente anche sul versante dell'avventura: così infatti,i ragazzini vivono ciò che accade filtrato dalle loro reazioni infantili. Il risultato è un insieme di realtà e finzione azzeccato e pertinente. Il climax finale con il gruppetto che corre a perdifiato verso il confine svizzero si scioglie in un respiro forte e profondo. Giusta conclusione (una sorta di lieto fine) che non stona e manda i piccoli spettatori a casa con un sollievo e un segnale di speranza. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e, dopo i due giorni di uscita il 26-27 gennaio, da proporre in molte occasioni per ricordare la giornata della Memoria, anche a livello scolastico e didattico.

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