INDOCINA *

Valutazione
Discutibile, Complesso
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Regis Wargnier
Durata
147'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
INDOCHINE
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Cathérine Cohen, Louis Gardel, Erik Orsenna, Regis Wargnier
Musiche
Patrick Doyle
Montaggio
Genevieve Winding

Sogg. e Scenegg.: Cathérine Cohen, Louis Gardel, Erik Orsenna, Regis Wargnier - Fotogr.: (panoramica/a colori) François Catonne - Mus.: Patrick Doyle - Montagg.: Genevieve Winding - Dur.: 147' - Produz.: Paradis Films, La Generale D'Images, Bac Films, Orly Films, Cine 5, Pari

Interpreti e ruoli

Catherine Deneuve (Eliane Devries), Vincent Perez ( Jean-Baptiste Le Guen), Linh Dan Phan (Camille), Jean Yanne (Guy Asselin), Dominique Blanc (Yvette), Henri Marteau (Emile Devries), Eric Nguyen (Tanh), Trinh Van Thinh, Carlo Brandt, Gerard Lartigau, Hubert Saint Macary, Andrzey Jeweryn

Soggetto

francese, nata in Indocina dove risiede e che ama moltissimo, Eliane Devries aiuta il padre Emile nella conduzione della vasta e ricca proprietà. Vissuta senza amore, rigorosa e anche dura sul lavoro, la produzione del caucciù è il principale obbiettivo della donna. Invano le fa la corte il potente capo della polizia di Saigon, Guy Asselin. Solo affetto di Eliane è la sedicenne Camille, una principessa orfana Annamita, da lei adottata, di grande bellezza promessa sposa del giovane Tanh, figlio di una ricca donna d'affari di Saigon. Frattanto Jean-Baptiste Le Guen, un ufficiale della marina francese, conosciuta ad un'asta Eliane, se ne innamora e ne turba l'esistenza fino a quando la conoscenza occasionale di Camille –avvenuta nel corso di un attentato in stradacrea però un problema: Camille si innamora di Jean-Baptiste e con ciò le due donne diventano rivali. Eliane rinuncia; tuttavia grazie alle proprie conoscenze fa esiliare Le Guen in un piccolo avamposto militare installato su uno dei tanti isolotti lungo la costa. Là Le Guen avverte nel paese, (lui in divisa a protezione dei colonizzatori) il lievito di quei mutamenti per contrastare la dominazione francese in quella parte dell'Asia. E' il 1930: il partito Comunista Indocinese è stato fondato; crescono i malumori del popolo povero e vessato; solo il capo del apolizia Asselin paventa tempi durissimi. Camille fugge, rifiutandosi alle nozze, per raggiungere Jean-Baptiste nel suo esilio: qui i francesi hanno ammassato e anche torturato contadini rivoltosi e Le Guen, indignato per ciò che vede, ha ucciso uno spietato agente suo compatriota. Rischiando di andare sotto processo militare in Francia, l'ufficiale riesce a fuggire con Camille. La fuga è lunga e pericolosa: nasce il loro bambino mentre Le Guen viene imprigionato, dato ceh Assalin ha aperto la caccia al colpevole ed alla sua donna (i due si sono infiltrati in uno dei tanti gruppi di teatranti che si spostano nel paese). Separata dai suoi, Camille diventa un mito per il popolo. Quando, per successivi accordi internazionali, i prigionieri politici vengono liberati, la giovane Annamita torna libera anch'essa, ma ora il compito di agitatrice le si impone come una missione. Eliane, che nel frattempo ha allevato il figlio di Camille ormai invecchiata tenta inutilmente di ricongiungersi alla donna. "La vecchia Indocina è morta anche nel nome": ora vi è il Vietnam ed una nuovo generazione dovrà affrontare una terribile lotta contro l'Occidente.

Valutazione Pastorale

ambizioso film d'Oltralpe, che non c'entra l'obbiettivo propostosi, poiché le motivazioni storiche (e ce n'erano) sono o eluse, o sfocate. L'algida Eliana vuole possedere possibilmente tutto: non certo il bell'ufficiale; solo qualche sfizio anni prima con uomini diversi anche indigeni. Essa non è né riamata, né troppo amabile sul piano umano, rigorosa e sprezzante (probabilmente simbolo allusivo del colonialismo "ancien régime"). Il film diretto da Regis Wargnier – con un asceneggiatura alla quale hanno atteso con lui altri tre autori, per un risultato di dubbia saldezzanon gratifica affatto. Dei fremiti rivoluzionari –preludio alla non lontana tragedia del Vietmensi avverte pochissimo il sentore, per cui i momenti di vera tensione e partecipazione sono rarissimi. Non si può confidare tutto ad un uomo (quello di Cathérine Deneuve nelle seducenti vesti di Eliane) o ad un paio di occhiali neri (quella della spontanea debuttante Camille, che è Linh Dan Phan). C'è molta enfasi, molta leggerezza e banalità (l'ufficiale di Marina, grande baciatore e altra probabile allusione ai Francesi occupanti), nonché personaggi piatti o ai margini (il padre della dama). Si aggiunga che la vicenda è raccontata dalla donna a profitto del figlio di Camille ormai giovanotto e tale espediente tecnico è ormai oggi abusato e superato. Validi la fotografia, per paesaggi marini e di verzura davvero incantevoli; gli abiti perfettamente datati e di strepitosa eleganza, indossati dalla Deneuve e la colorita, accuratissima ambientazione orientale.

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