INFAMOUS – Una pessima reputazione

Valutazione
Discutibile, problematico **
Tematica
Carcere, Letteratura, Morte, Omosessualità, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Douglas McGrath
Durata
118'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Infamous
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Douglas McGrath tratto dal romanzo di George Plimpton "Truman Capote: In which various friends, enemies, acquaintances and detractors recall his turbulent career"
Musiche
Rachel Portman
Montaggio
Camilla Toniolo

Orig.: Stati Uniti (2006) - Sogg.: tratto dal romanzo di George Plimpton "Truman Capote: In which various friends, enemies, acquaintances and detractors recall his turbulent career" - Scenegg.: Douglas McGrath - Fotogr.(Panoramica/a colori): Bruno Delbonnel - Mus.: Rachel Portman - Montagg.: Camilla Toniolo - Dur.: 118' - Produz.: Jocelyn Hayes, Sidney Kimmel, Christine Vachon, Anne Walker McBay.

Interpreti e ruoli

Toby Jones (Truman Capote), Sandra Bullock (Harper Lee), Daniel Craig (Perry Smith), Gwyneth Paltrow (Kitty Dean), Sigourney Weaver (Babe Paley), Jeff Daniels (Alvin Dewey), Isabella Rossellini (Marella Agnelli), Hope Davis (Slim Keith), Juliet Stevenson (Diana Vreeland), Morgan Farris (Nancy Clutter), Peter Bogdanovic (Bennett Cerf), Lee Pace . (Dick Hickock), Michael Panes . (Gore Vidal)

Soggetto

Sul finire del 1959, Truman Capote si inviare dal proprio giornale a Holcomb, cittadina del Kansas, dove una famiglia di quattro persone é stata sterminata. Catturati i due killer, Capote vorrebbe saperne di più di loro, capire i motivi di quel tragico gesto. I rapporti però non sono facili. Processati e riconosciuti colpevoli, i due il 14 aprile 1965 sono condannati a morte. Capote assiste all'impiccagione. Poi esce il libro scritto su quella esperienza. "A sangue freddo" é un grande successo, e Capote decide di mettersi subito di nuovo al lavoro.

Valutazione Pastorale

Incredibilmente girato quasi in contemporanea con "Capote - A sangue freddo" (cfr.), questo copione ripercorre gli stessi avvenimenti, diffenziandosi per qualche approccio. Se nell'altro si puntava di più sull'aspetto dandy, decadente, provocatorio di Capote, qui lo scrittore-giornalista ha un carattere più partecipativo, soffre, scrive e crea ben sapendo il dolore che ha di fronte. Il ritratto psicologico del protagonista appare più profondo, più sofferto e quindi più autentico. Non eliminabile resta quel modo di fare di Capote, sempre un po' distaccato e superiore in quanto 'intellettuale', quella sua omosessualità insistita e sottolineata, quei momenti nei quali l'abilità dello scrittore sembra strumentalizzare il condannato indifeso. Film denso di sfumature, molto ben recitato e che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile, e senz'altro problematico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza di minori. Stessa cura é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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