La Befana vien di notte 2 – Le origini

Valutazione
Brillante, Consigliabile
Tematica
Amicizia, Avidità, Bambini
Genere
Commedia favolistica
Regia
Paola Randi
Durata
116'
Anno di uscita
2021
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Nicola Guaglianone, Menotti
Fotografia
Gherardo Gassi
Musiche
Michele Braga
Produzione
Lucky Red con Rai Cinema in collaborazione con Sky

Interpreti e ruoli

Monica Bellucci (Dolores), Zoe Massenti (Paola), Fabio De Luigi (Barone De Michelis), Luigi Luciano (Marmotta), Giulietta Rebeggiani (Anita), Mario Luciani (Chicco), Corrado Guzzanti (Papa Benedetto), Alessandro Haber (Marchese De Michelis), Giulia Jelo (Donna Isa)

Soggetto

Paola Diotallevi è una giovanissima orfana che vive di furtarelli in un piccolo borgo alle porte di Roma. Abile scassinatrice riesce ad aprire una cassaforte nella quale è custodita una lettera compromettente. Sarà l’inizio di una serie di fantastiche avventure…

Valutazione Pastorale

Il 30 dicembre 2021 esce in sala il prequel del campione d’incassi “La befana vien di notte” (2018), ironica commedia interpretata da Paola Cortellesi e Stefano Fresi. “La befana vien di notte 2. Le origini”, diretto da Paola Randi (“Tito e gli alieni”, 2018; la serie Tv “Zero”, 2021), ci fa fare un salto indietro nel tempo, nel XVII secolo, per scoprire come è nata la “strega” che ogni anno solca i cieli a cavallo della sua scopa magica per portare doni ai bambini. La storia comincia con una citazione biblica: una donna scappa da invisibili inseguitori stringendo un bambino tra le braccia; giunta in riva a un fiume adagia il piccolo su una barchetta improvvisata e lo affida alla corrente. Anni dopo ci ritroviamo in un piccolo borgo alle porte di Roma, dove l’orfana Paola Diotallevi vive di furtarelli insieme all’amico Chicco, da sempre innamorato di lei. Un giorno, però, i due aprono la cassaforte sbagliata, quella che custodisce una lettera di denuncia delle malefatte del barone De Michelis, che aspira a diventare capo delle guardie del Papa e ha fatto della caccia alle streghe la sua ragione di vita. Il Barone imprigiona Paola e vuole bruciarla sul rogo. A salvarla interviene Dolores, una strega dai lunghi capelli bianchi, che vive in una casa nel bosco, nella quale hanno trovato rifugio molti dei figli delle “streghe” condannate a morte. Dolores custodisce una profezia secondo la quale una giovane orfana è destinata a restituire il sorriso a tutti i bambini del mondo. E se la prescelta fosse proprio la furba, scorbutica e “manolesta” Paola? Favola dal sapore antico, ma modernissima nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto femminili, “La befana vien di notte 2. Le origini” è un racconto di formazione, il cammino della giovane protagonista (l’esordiente Zoe Massenti, perfettamente a suo agio nel ruolo della ribelle Paola), verso la scoperta e l’accettazione della propria storia e del proprio “destino”. Al suo fianco, la strega Dolores, che ha le fattezze della sempre affascinante Monica Bellucci, che qui si diverte a giocare con il personaggio, soprattutto nei momenti in cui, colta da improvvise amnesie, comincia a parlare, o meglio vaneggiare, in francese. Fabio De Luigi gioca a fare l’irriducibile cattivo: il perfido, ma anche un po’ buffo, barone De Michelis. Paola Randi ci regala un’avventura fantasy, piena di citazioni cinematografiche – “Harry Potter” in testa, naturalmente, ma anche “Indiana Jones e il tempio maledetto” e perfino “Ricomincio da tre”, nella divertente scena in cui Paola, cercando di evocare a sé la scopa addossata a un albero mormora “Vieni, che ti costa?” – e di effetti speciali davvero notevoli. Trascinante il commento musicale di Michele Braga che mescola musica lirica e classica ai Toploader di “Dancing in the Moonlight”. Il film perfetto per una sortita al cinema in famiglia. Dal punto di vista pastorale il film “La Befana vien di notte 2. Le origini” è consigliabile e brillante.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte altre occasioni, particolarmente adatto a una visione famigliare.

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