LA CASA 5

Valutazione
Inaccettabile, Farneticante
Tematica
Genere
Horror
Regia
Clyde Anderson
Durata
95'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
LA CASA 5
Distribuzione
Artisti Associati International
Soggetto e Sceneggiatura
Drako Floyd, Sarah Asproon
Musiche
Carlo Maria Gordio
Montaggio
Kathleen Stratton

Sogg. e Scenegg.: Drako Floyd, Sarah Asproon - Fotogr.: (panoramica/a colori) Larry J. Fraser - Mus.: Carlo Maria Gordio - Montagg.: Kathleen Stratton - Dur.: 95' - Produz.: Film Rage Production Group - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

David Brandon (Padre George), Gene Le Brock (Peter), Barbara Bingham (Annie), Michael Stephenson (Martin), Teresa F. Walker (Carole), Stephen Brown (Reverendo Jonathan), Mary Coulson (Bette)

Soggetto

condannata alla sedia elettrica per una strage di bambini, Bette dichiara ghignando a Padre George, andato in cella per confessarla, che lei è una strega che venera Amet, un démone: indi mette nelle mani del sacerdote la propria vecchia bibbia demoniaca. Il sacerdote sconvolto dismette la tonaca e diventa un invasato, senza tuttavia perdere del tutto le più profonde radici della Fede. Quasi allo stesso tempo, il reverendo Jonathan, rettore di una grande Chiesa, fa installare il pastore Peter con la moglie Annie e due bambini (Martin e Carole) in una villa del bosco vicino alla città. I due religiosi apprendono ad un certo momento che l'edificio sorge sul lago dove tanto tempo prima vennero bruciate venti donne accusate di stregoneria. Peter e i suoi cari son subito impauriti da una serie di strani fenomeni (coltelli che volano per aria, megere-zombi velate di nero che appaiono qua e là, gemiti e stridori). Poi Martin viene catturato, portato all'inferno il cui accesso è un buco situato in una delle stanze della villa e là le forze del Male si impossessano della sua anima. Il pastore va a riprenderne il corpo, diventato come passivo e inerte, mandano moglie e figlia da padre Jonathan. Presentatosi il loco Padre George (ex-compagno di seminario) per aiutare l'altro, i due decidono per l'esorcismo. Martin è riportato in vita, ma il prete invasato vuole affrontare una volta per tutte Amet, mentre Bette in gramaglie circola per casa e emette urla stridenti e anatèmi, imponendo a George di rinnegare Cristo e adorare il démone e legando il bambino ad una sedia elettrica per farlo sprofondare in eterno. George, benché colpito e rantolante, continua ad affermare che Dio esiste; il suo compagno lo accompagna con la benedizione verso la luce eterna, apprestandosi a strappare Martin dalla sedia ed a fuggire con lui. Ma ecco che anche il pastore viene posseduto (i suoi occhi, diventati chiari e gelidi come quelli di Martin, stanno a dimostrarlo): la moglie Annie, tornata all'infausto domicilio, riesce ad impedire l'assassinio del figlio offerto in olocausto, grazie anche al sacrificio di Padre Jonathan, che nella sua Chiesa muore dopo aver esorcizzato a sua volta il démone. La famigliola terrorizzata, ma ora riunita fugge in auto dalla casa maledetta, che si trasforma in un rogo, in cui periscono finalmente Bette e le sue compagne.

Valutazione Pastorale

un delirante pastrocchio insano, confuso e farneticamente, né altra definizione è possibile escogitare per questa "Casa numero 5" che, sorta sulle ceneri di un rogo arcaico, in rogo finisce. I soliti ingredienti dell'horror sarebbero ancora il meno: le molte tende svolazzanti, i bicchieri che traballano e cadono infranti, sibili, gemiti, bave appiccicose, ustioni come stigmate ed una frotta di zombi. Il guazzabuglio totale sta invece nella faccenda dei tre preti alle prese con il rituale dell'esorcismo. Per gli eventi e i fenomeni del soprannaturale si tira ad abborracciare invariabilmente collocando in scena pupazzi in talare come suggello di attendibilità. È un dilettantismo sciocco, pretenzioso e penoso e le conseguenze si vedono, anche per la immedicabile rozzezza dei risultati. Credere di poter affrontare la demonologia con bacinelle di acqua santa e mulinando Crocifissi (e sia pure per ribadire nel finale che il Bene deve aver la meglio sul Male) è infantile e controproducente.

Le altre valutazioni

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