LA FEBBRE

Valutazione
Accettabile, problematico
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Alessandro D'Alatri
Durata
108'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Gennaro Nunziante, Alessandro D'Alatri, Domenico Starnone Alessandro D'Alatri
Musiche
Fabio Barovero, Roy Paci, Negramaro, Simone Fabbroni
Montaggio
Osvaldo Bargero

Orig.: Italia (2005) - Sogg.: Alessandro D'Alatri - Scenegg.: Gennaro Nunziante, Alessandro D'Alatri, Domenico Starnone - Fotogr.(Scope/a colori): Italo Petriccione - Mus.: Fabio Barovero, Roy Paci, Negramaro, Simone Fabbroni - Montagg.: Osvaldo Bargero - Dur.: 108' - Produz.: Marco Poccioni, Marco Valsania per RAI Cinema, Rodeo drive.

Interpreti e ruoli

Fabio Volo (Mario Bettini), Valeria Solarino (Linda), Vittorio Franceschi (Faoni), Massimo Bagliani (Cerqueti), Gisella Burinato (Maddalena), Thomas Trabacchi (Bicio), Gianluca Gobbi (Marco), Paolo Jannacci (Luca), Alessandro Garbin (Giovanni), Lucilla Agosti (Marina), Arnoldo Foà (Presidente), Cochi Ponzoni (padre di Mario), Julie Depardieu (Julie)

Soggetto

A Cremona, mentre sta lavorando con alcuni amici al progetto dell'apertura di un nuovo locale, il giovane Mario Bettini riceve una lettera inattesa: il Comune lo assume in qualità di geometra. Mario accetta, prende servizio, entra a poco a poco nei meccanismi della macchina burocratica. Contento e generoso, prende iniziative, si fa valere, suscita sospetti e invidia nel suo diretto superiore. Conosce Linda, se ne innamora, ma di lì a poco lei va negli Stati Uniti con una borsa di studio. Sempre più ostacolato sul posto di lavoro, Mario viene infine dirottato ad occuparsi del cimitero comunale. Capita però che, nell'imminenza della visita ufficiale alla città, il Presidente della Repubblica esprima il desiderio di rendere omaggio alla tomba di un amico partigiano. Il cimitero va ripulito e reso presentabile. Il superiore invita Mario a farlo, garantendogli in cambio tutti i permessi per aprire il locale. Così avviene, ma dopo la visita, Mario rassegna le dimissioni, e si ritira in campagna. Qui lo trova Linda al ritorno dagli Stati Uniti.

Valutazione Pastorale

Dopo "Casomai" (2002), D'Alatri torna con un film dal titolo emblematico e suggestivo, calibrato sull'idea di una temperatura che fa stare male non per semplice influenza ma per l'insinuarsi di una piccola, profonda vertigine esistenziale. La voglia di fare e di agire di Mario viene frenata da una serie di ostacoli che tanto più scoraggiano quanto più in prima persona ne verifica la proliferazione, il coinvolgimento, l'accettazione da parte di tutti. Ci sono tante cose in questo racconto-apologo del regista, che enuncia i guasti di una gestione corrotta della cosa pubblica e li fa poi confrontare e specchiare nella limpidezza dell'intervento del Presidente. C'è l'invito a trovare anche nel posto fisso (in Italia a parole vituperato ma allo stesso tempo desiderato) gli spazi per immettere fantasia e intelligenza; ci sono le tombe dei poeti, testimoni di cultura e memoria di bellezza; c'é la capacità di aspettare l'arrivo dei sentimenti giusti; c'é la provincia, luogo privilegiato (forse l'unico) dello sviluppo civile e sociale italiano. Molti materiali, magari non sempre ben diluiti (il rapporto di Mario con la madre appare un po' sbilanciato e frettoloso) ma di forte suggestione: se l'Italia é malata, una febbre morale é il passaggio per costruire un possibile futuro. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e senz'altro problematico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre anche come vivo e pulsante ritratto dei molti chiaroscuri italiani contemporanei.

Le altre valutazioni

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