LA LUPA

Valutazione
Inaccettabile, Ambiguo
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Gabriele Lavia
Durata
105'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Fox
Soggetto e Sceneggiatura
Gabriele Lavia liberamente ispirato alla novella di Giovanni Verga
Musiche
Ennio Morricone
Montaggio
Daniele Alabi

Sogg.: liberamente ispirato alla novella di Giovanni Verga - Scenegg.: Gabriele Lavia - Fotogr.: (normale/ a colori) Mario Vulpiani - Mus.: Ennio Morricone - Montagg.: Daniele Alabi-so - Dur.: 105' - Produz.: Globe Films, Production Group

Interpreti e ruoli

Monica Guerritore (Pina), Raoul Bova (Nanni), Michele Placido (Malerba), Alessia Fugardi (Maricchia), Giancarlo Giannini (Padre Angioli-no), Lorenzo Lavia, Sebastiano Jacobello, Maurizio Nicolosi, Margherita Patti, Francesco Guzzo, Roberto Fuzio, Cinzia Marcoccio, Adelaide Alessi, Antonino Bellomo

Soggetto

In un villaggio sperduto dell'entroterra siciliano, il giovane Nanni, di ritorno dal servizio militare, si è innamorato dell'adolescente Maricchia e sogna di formarsi una famiglia e avere del terreno da lavorare per mantener-la. Maricchia, però, vive come emarginata perché figlia di Pina, una quaran-tenne ancora piacente, soprannominata "La Lupa" per la sua vorace e insa-ziabile passione sessuale: seduce gli uomini del paese (caratterizzato da princìpi morali e religiosi mescolati a pratiche di primitiva magìa) ed, in par-ticolare, non si fa scrupolo di stregare sia il rozzo Malerba sia lo stesso par-roco, Padre Angiolino. Pina si è messa a circuire il giovane Nanni senza dar-gli tregua: lo segue per i campi durante la mietitura sotto il sole e gli si avvinghia addosso freneticamente per possederlo ad ogni costo, nonostante le resistenze del giovane, che pensa sempre di sposare Maricchia. Pina s'in-duce a consentire alle nozze pur di non perdersi l'amante: dona alla figlia il proprio abito nuziale e tutti i suoi averi, anche il letto matrimoniale. Ma anche a nozze avvenute non cessa di irretire il giovane mentre tutto il paese deplora il suo scandaloso comportamento, coinvolgendo nell'aperta condan-na l'innocente Maricchia, che nel frattempo ha avuto un figlio. Finché, colpi-to fortuitamente dal calcio di una mula, Nanni viene ridotto in fin di vita. Grazie alle cure amorose di Maricchia il giovane si riprende e, pentito, fa pubblica ammenda delle proprie colpe. Proprio in occasione della tradiziona-le processione di Santa Rosalìa, mentre Nanni corre affascinato a cercare qualcosa d'indispensabile che ha dimenticato e gli è necessario per la proces-sione, ricompare Pina che lo travolge in un amplesso di inaudita violenza. Stravolto e fuori di sé, Nanni afferra una mannaia e uccide l'insaziabile don-na.

Valutazione Pastorale

Il film, che conferisce una certa enfasi al personag-gio della protagonista, presenta scenografie suggestive che ricostruiscono con efficacia gli ambienti, gli arredi e le suppellettili di una caratteristica cul-tura rurale dell'Ottocento siciliano. Inoltre le ampie panoramiche sulle diste-se di grano e le alture aspre e sassose dell'entroterra isolano sono valide e ritraggono quasi in maniera documentaristica i luoghi della tragedia. La reci-tazione di Monica Guerritore restituisce in modo credibile la personalità famelica e forsennata di una donna senza pace, bruciata dalle sue insaziabili voglie. Ma l'attrice è presentata dal regista con persistente compiacenza, come una specie di divinità malefica e ineluttabile. Ed è qui il limite morale dell'intero racconto, ondeggiante fra desideri e sforzi di vivere onestamente e un travolgente "fato" che annulla ogni tentativo di bene, personificazione satanica di un Male incombente senza scampo sulla volontà e le decisioni degli uomini.

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