LA PRIMA LINEA

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giovani, Politica-Società, Storia, Terrorismo
Genere
Drammatico
Regia
Renato De Maria
Durata
100'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Belgio, Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Lucky Red Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo, Fidel Signorile Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo, Fidel Signorile, Renato De Maria liberamente ispirato a "Miccia Corta" di Sergio Segio
Musiche
Max Richter
Montaggio
Marco Spoletini

Orig.: Italia/Belgio (2009) - Sogg.: Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo, Fidel Signorile, Renato De Maria liberamente ispirato a "Miccia Corta" di Sergio Segio - Scenegg.: Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo, Fidel Signorile - Fotogr.(Panoramica/a colori): Gian Filippo Corticelli - Mus.: Max Richter - Montagg.: Marco Spoletini - Dur.: 100' - Produz.: Andrea Occhipinti, Jean Pierre e Luc Dardenne.

Interpreti e ruoli

Riccardo Scamarcio (Sergio), Giovanna Mezzogorno (Susanna), Lino Guanciale (Piero), Fabrizio Rongione, Dario Aita, Michele Alhaique, Jacopo Maria Bicocchi, Angelo Campolo, Piero Cardano, Claudia Coli, Francesca Cuttica, Franco Demaestri, Marco Iermanò, Anita Kravos, Lucia Mascino, Cristina Pasino.

Soggetto

3 gennaio 1982. Sergio si muove da Venezia insieme ad alcuni compagni con l'obiettivo di attaccare il carcere femminile di Rovigo e far evadere quattro detenute tra cui Susanna, la donna che ama e che condivide le sue scelte politiche. Mentre il gruppo si avvicina, Sergio ricorda gli inizi della clandestinità, la decisione di passare all'uso delle armi, gli omicidi commessi, la storia d'amore con Susanna. Poi a Rovigo il muro di cinta viene fatto saltare, le ragazze escono ma c'è un morto non previsto, e allora tutto fallisce. Nel 1989, incarcerato, Sergio racconta i fatti e dice di aver capito i propri errori.

Valutazione Pastorale

Il soggetto é ispirato al libro 'Miccia corta', scritto da Sergio Segio che per tanti anni é stato tra i nomi di spicco della organizzazione denominata appunto 'Prima linea', una formazione armata che a lungo organizzò attentati e seminò morti, seguendo una tragica strada aperta dalle Brigate Rosse. Siamo dunque nel pieno del "terrorismo", periodo triste della nostra storia recente. La didascalia finale ricorda che Segio e Susanna Ronconi lavorano oggi nel volontariato, dopo aver scontato condanne pesanti poi in parte mitigate. Si deve dire qualcosa sul film e sui fatti. Che il cinema italiano cominci ad occuparsi degli avvenimenti di quegli anni é giusto ed opportuno. Che il protagonista appaia consapevole di aver sbagliato tutto, é un'ammissione che può prendere per sincera chiunque ha dentro di se la convinzione che in una società civile il ricorso alla violenza, e alle armi, é da bandire in assoluto. Detto questo, resta da aggiungere che il copione, vista la scottante materia che affronta, risulta equilibrato, e non fazioso. E che ogni tipo di discussione sarà benvenuta, purché non si dimentichi, mai, il rispetto dovuto ai familiari delle vittime, uccise per motivi inesistenti. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile, problematico, adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito in molte occasioni per avviare riflessioni sugli avvenimenti raccontati: soprattutto nel confronto tra chi quegli anni li ha vissuti, e i più giovani, nati dopo e quasi a digiuno di conoscenze storiche.

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