LA PROSSIMA VOLTA IL FUOCO

Valutazione
Inaccettabile, Malsano
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Fabio Carpi
Durata
78'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
LA PROSSIMA VOLTA IL FUOCO
Distribuzione
Istituto Luce, Italnoleggio Cinematografico
Soggetto e Sceneggiatura
Fabio Carpi, Luigi Malerba Fabio Carpi
Musiche
Francis Kuipers, Bach Massenet, Noel Rosa
Montaggio
Alfredo Muschietti

Sogg.: Fabio Carpi - Scenegg.: Fabio Carpi, Luigi Malerba - Fotogr.: (panoramica/a colori) Renato Berta - Mus.: Francis Kuipers, Bach Massenet, Noel Rosa - Montagg.: Alfredo Muschietti - Dur.: 78' - Produz.: Gam Film

Interpreti e ruoli

Jean Kochefort (Amedeo Magis), Marie Christine Barrault (Elena), Lila Kedrova (Lila), Jacqueline Lustig (Gloria), Patrizia De Clara (Malvina), Lidia Koslovich (Diana), Francesco Antonioni (Enzo), Marta Venerus, Silvia Mocci, Valerio Andrei

Soggetto

Amedeo Magis, cinquantenne professore di semantica alla Soborna, dopo aver fatto uno strano sogno, nel quale ha visto riunite in un bosco e quasi completamente nude le donne della sua vita (madre, moglie, figlia e alcune allieve), parte come ogni anno in automobile con la moglie Elena, per raggiungere in alta Italia l'antica casa di famiglia, dove vive sola da molti annia immobilizzata su di una sedia a rotelle, la vecchia madre Lila. L'incontro con lei e con la propria figlia Gloria, ragazza madre, che sta per tornare in famiglia dopo due anni, con una bimba di 10 mesi, Gertrude, ma senza un compagno, lo preoccupa talmente che egli sbaglia strada più volte prima di giungere alla villa. Quando giunge Gloria, egli rivede nella figlia la moglie di un tempo, e rapidamente arriva con lei ai rapporti che aveva con Elena in gioventù. Elena soffre, ma è così indulgente da subire la situazione senza lottare. Solo Lila si ribella: non parla più e resta a letto ad occhi chiusi attendendo la morte. Giungono i parenti: le sorelle di Amedeo coi mariti e un giovane figlio, e la medre viene cremata, come desiderava, e sepolta in giardino. Amedeo ora sembra pacificato: verrà un giorno in cui dovrà slittare lentamente verso la propria fine, senza opporre resistenza, se non vorrà essere punito dal castigo che Dio dopo il diluvio minacciò a Noè:"la prossima volta il fuoco".

Valutazione Pastorale

un film cerebrale, arido e astratto: racconta l'incesto (che è reale e non immaginario) con immagini caste ed essenziali. Ma incesto resta. Fra il protagonista un pò folle e sua moglie, che ha il "difetto" di non essere più abbastanza giovane per lui, ma si adatta troppo facilmente a ricoprire il ruolo di madre protettiva del prorpio marito, l'unico personaggio veramente drammatico e credibile è quello della ultraottantenne Lila, che rimane inorridita da ciò che vede accadere intorno a sè, e dall'irresponsabile comportamento del figlio. Quanto al rapporto fra Elena e Gloria, madre e figlia, è del tutto inesistente. Dal punto di vista morale il film è malsano, tanto più che presenta una storia disgustosa come fosse cosa naturalissima. I dialoghi sono piatti e banali, anche se contengono qualche citazione dotta presa da Proust. Gli attori: Jean Rochefort (Amedeo), Marie Christine Barrault (Elena) e Lila Kedrova (Lila, la madre) sono bravi. Assolutamente insignificante la presenza della giovane Jaqueline Lustig (Gloria), sia come attrice che come personaggio nella vicenda.

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