LA RECLUTA DELL’ANNO

Valutazione
Accettabile, Semplice
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Daniel Stern
Durata
102'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
ROOKIE OF THE YEAR
Distribuzione
Fox
Soggetto e Sceneggiatura
Sam Harper
Musiche
Bill Conti
Montaggio
Donn Cambern, Raja Gosnell

Sogg. e Scenegg.: Sam Harper - Fotogr.: (panoramica/a colori) Jack N. Green - Mus.: Bill Conti - Montagg.: Donn Cambern, Raja Gosnell - Dur.: 102' - Produz.: Robert Harper

Interpreti e ruoli

Thomas Ian Nicholas (Henry Rowengartner), Gary Busey (Chet Steadman), Albert Hall (Martinella), Amy Morton (Mary Rowengartner), Dan Hedaya (Larry Fischer), Eddie Bracken (Bob Carson), Bruce Altman (Jack Bradfield), Robert Gorman (Clark), Patrick Labrecque (George), Daniel Stern, Colombe Jacobsen-Derstine, Kristie Davis, Tyler Ann Carroll

Soggetto

il dodicenne Henry Rowengartner, tifoso dei Chicago Cubs (una squadra di baseball che si trova ultima in classifica) per riprendere una battuta in allenamento inciampa su una palla e si sloga una spalla. Quando viene tolto il gesso scopre che il suo braccio è capace di lanciare a velocità superiori alle 100 miglia, e viene ingaggiato dai Cubs. Accolto con scetticismo dagli adulti, si rivela ben presto (incoraggiato dalla madre Mary, dall'amico di lei, Larry Fisher, che gli fa da manager e che lui, in verità, mal sopporta, nonché dall'allenatore Martinella) come un fenomeno in grado di calamitare le folle e far salire le quotazioni e la posizione in classifica della squadra. Si guadagna così l'ammirazione delle compagne di scuola, tra cui predilige la bionda Becky, ma anche il risentimento degli amici, che stanno riparando una vecchia barca a motore e si sentono giustamente trascurati, preso com'è l'amico da spot pubblicitari in cui l'avido Larry lo coinvolge. Ma costui, d'accordo col disonesto presidente della squadra, lo vende per 25 milioni di dollari ai Giants di New York, carpendo con l'inganno la firma del contratto a Mary, che tra l'altro sta simpatizzando col nuovo amico del figlio, l'anziano lanciatore Chet Steadman con problemi alla spalla. Alla partita finale Chet riesce a guadagnare un punto di vantaggio, ma è costretto a ritirarsi. Gli subentra Henry, che purtroppo inciampa di nuovo su un'altra palla fatale, e perde tutte le sue speciali qualità. Il suo lancio è facile preda del battitore: decide allora di ricorrere all'astuzia, e con la complicità della squadra nonché con lo stimolo della scoperta che il guantone che egli crede ereditato dal padre è in realtà appartenuto alla coraggiosa madre, compie un lancio smorzato che fa vincere la partita.

Valutazione Pastorale

i buoni sentimenti abbondano; la solita storia della squadra in difficoltà che alla fine vince è trattata con brio e con sequenze a volte gustose. L'unica trovata, naturalmente non originale in sé, è quella di ipotizzare un bambino in grado di competere con gli adulti e ridicolizzarli in uno sport che sulla carta (ed anche nella realtà) vede la cosa come altamente improbabile, se non impossibile. Anche l'improbabilità clinica delle prestazioni straordinarie e delle vicissitudini della spalla di Henry (i tendini non possono accorciarsi o allungarsi) va ad aggiungersi al dichiarato clima di favola del film. Il rapporto tra la madre e il bambino è forse la cosa più positiva del film, che comunque sottolinea ancora una volta, come se non bastasse, la profonda crisi della famiglia odierna in America. L'amicizia con i compagni di squadra e di scuola, la stima dell'allenatore, l'onestà dello svampito presidente della squadra che mette il corrotto presidente a vendere noccioline allo stadio sono tutti segnali in positivo per i ragazzi. Il film, se pur ben fatto sotto il profilo tecnico e ben girato nelle sequenze di gioco (gli Americani sono specialisti) si rivela alquanto noioso.

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