LA SPIRALE DELLA VENDETTA

Valutazione
Inaccettabile, violento
Tematica
Morte, Violenza
Genere
Thriller
Regia
John Irvin
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
City of industry
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione

Orig. : Stati Uniti (1996) - Sogg. e scenegg. : Ken Solarz - Fotogr. (Panoramica/ a colori) : Thomas Burstyn - Mus. : Stephen Endelmann - Montagg. : Mark Conte - Dur. : 97' - Produz. : Evzen Kolar, Ken Solarz per Largo Entertainment.

Interpreti e ruoli

Harvey Keitel (Roy Egan), Timothy Hutton (Lee Egan), Wade Dominguez (Jorge Montana), Stephen Dorff (Skip Kovich), Famke Janssen (Rachel Montana)

Soggetto

Lee Egan, piccolo criminale, vuole mettere a segno l'ultimo colpo della carriera e poi ritirarsi. Il fratello maggiore Roy, fuorilegge incallito vecchio stampo, non può fare a meno di arrivare a dargli una mano insieme ai due complici Montana e Kovich. L'obiettivo è una famosa gioielleria di Palm Springs. Il colpo viene realizzato, va a buon fine ma, quando arriva il momento della spartizione, Kovich tradisce, uccide Lee e scappa. Rpy allora decide un nuovo obiettivo: non avrà pace fino a che non avrà vendicato il fratello. Per ritrovare Skip, comincia a chiedere notizie in giro, ma non trova collaborazione. Allora va a trovare Rachel, la vedova di Montana: lei chiede molti soldi in cambio di aiuto, Roy prima rifiuta poi accetta e Rachel gli mette a disposizione un'agendina con indirizzi importanti. Roy riesce ad impadronirsi dei soldi ricavati dal bottino della rapina. Così Kocich é costretto a venire allo scoperto, rapisce Rachel e poi telefona a Rot per un appuntamento. Quando si scontrano, Roy viene ferito ma reagisce e uccide Kovich, poi scappa. Rachel con i soldi si trasferisce a Port Arthur con i figli. Qui riceve per posta da Roy una collanina che gli aveva prestato quando si erano conosciuti.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un thriller che vorrebbe definirsi di vecchio stampo, costruito sul motivo della vendetta, con gangster anche di secondo piano ma disposti a tutto. Gli stereotipi del genere 'thriller' sono però utilizzati in modo esagerato ed eccessivo. La voglia di eliminazione fisica dell'uno sull'altro diventa ben presto dominante e a questa si adatta tutto il resto: violenze, sparatorie crude, il delitto come soluzione ordinaria e inevitabile. Dal punto di vista pastorale, il film non ha alcun elemento che possa far giustificare la materia che tratta, e quindi resta inaccettabile nella sua totalizzante violenza. UTILIZZAZIONE: il film é da escludere sia dalla programmazione ordinaria sia da altri tipi di proposte.

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