L’ARTE DI VINCERE

Valutazione
Consigliabile, Problematico
Tematica
Famiglia - genitori figli, Lavoro, Sport
Genere
Commedia
Regia
Bennett Miller
Durata
133'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Moneyball
Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Steven Zaillian, Aaron Sorkin Stan Chervin dal libro "Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game" di Michael Lewis
Musiche
Mychael Danna
Montaggio
Christopher Tellefsen

Orig.: Stati Uniti (2011) - Sogg.: Stan Chervin dal libro "Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game" di Michael Lewis - Scenegg.: Steven Zaillian, Aaron Sorkin - Fotogr.(Panoramica/a colori): Wally Pfister - Mus.: Mychael Danna - Montagg.: Christopher Tellefsen - Dur.: 133' - Produz.: Michael De Luca, Rachael Horowitz, Brad Pitt.

Interpreti e ruoli

Brad Pitt (Billy Beane), Jonah Hill (Peter Brand), Philip Seymour Hoffman (Art Howe), Robin Wright (Sharon), Chris Pratt (Scott Hatteberg), Stephen Bishop (David Justice), Ken Medlock (Grady Fuson), Brent Jennings (Ron Washington), Tammy Blanchard (Elizabeth Hatteberg), Nick Searcy (Matt Keough), Casey Bond . (Chad Bradford)

Soggetto

Per superare un momento molto difficile legato al ridotto badget disponibile, Billy Beane, general manager della squadra di baseball Oakland A, si affida a Peter Brand, giovane economista. Questi, lavorando su un'analisi statistica computerizzata, dimostra che si può partire dai dati di ogni singolo atleta per ottenerne le migliori prestazioni. Da questo punto Billy si muove per procedere ad un profondo cambiamento della 'rosa'. Senza esitare, vende quelli che finora sono apparsi i punti di forza, e valorizza al contrario altri elementi, a costi assai più contenuti. Dopo qualche incertezza iniziale, gli Oakland A infilano una serie di venti vittorie consecutive, segnando il nuovo record e qualificandosi per la finale del campionato. Qui arriva una sconfitta, eppure il 'cambiamento' impresso lascia una traccia profonda. Beane riceve una grossa offerta da un altro proprietario ma rifiuta per proseguire il lavoro negli Oakland.

Valutazione Pastorale

La frase 'ispirato ad una storia vera' è pertinente. Nel 2002 Billy Beane ha operato nel baseball un cambiamento forte che ha riguardato non tanto le tattiche sul campo quanto il lato amministrativo/gestionale, il modo di proporsi nei confronti degli atleti, delle loro aspettative, degli ingaggi, delle attese familiari e professionali. Partendo da un libro, il copione si propone come la cronaca viva e palpitante di una piccola/grande 'rivoluzione'. I ragionamenti di Beane, supportato dal timido Peter, vanno al fondo di una capacità psicologica che scandaglia umori, sentimenti, sfumature caratteriali, secondo una concezione tutta razionale e speculativa degli uomini e delle cose. Lo sport diventa un pretesto, ma conferma quanto il baseball sia parte importante della vita sociale e culturale americana. Brad Pitt dà al personaggio Billy la giusta credibilità, tale da far apprezzare la storia anche a chi di baseball non conosce alcunché. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e anche in seguito come esempio originale del rapporto cinema/sport. Lo sviluppo narrativo può risultare ostico per minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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