L’INNOCENZA DEL DIAVOLO

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Joseph Ruben
Durata
85'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE GOOD SON
Distribuzione
Fox
Soggetto e Sceneggiatura
Ian Mc Ewan
Musiche
Elmer Bernstein
Montaggio
George Bowers

Sogg. e Scenegg.: Ian Mc Ewan - Fotogr.: (normale/a colori) John Lindley - Mus.: Elmer Bernstein - Montagg.: George Bowers - Dur.: 85' - Produz.: Mary Anne Page, Joseph Ruben

Interpreti e ruoli

Macaulay Culkin (Henry Evans), Elijach Wood (Mark Evans), Wendy Crewson (Susan Evans), Daniel Hugh Kelly (Wallace Evans), David Morse (Jack Evans), Jacqueline Brookes (Alice Davenport), Quinn Culkin (Connie Evans), Ashley Crow, Guy Strauss, Keith Brava, Andria Hall

Soggetto

alla morte della madre, il piccolo Mark viene affidato dal padre Jack, che ha impegni di lavoro, agli zii Wallace e Susan Evans (ancora sotto choc per la recente morte del terzogenito Richard) che lo accolgono con affetto, così come la piccola Connie, mentre il loro figlio maggiore, Henry, mostra nei suoi confronti antipatia. L'affetto di Susan e Connie per Mark scatena la gelosia di Henry, che inizia un perfido doppio gioco, allarmandolo con minacce circa la sorellina e allusioni inquietanti sulle cause della morte di Richard. Mark viene trascinato poi in diverse imprese monellesche: la rottura dei vetri di un capannone; la tentata uccisione di un gatto con una balestra; il lancio di un manichino da un cavalcavia autostradale che provoca un pauroso incidente, per fortuna senza vittime. Inoltre Henry lo ricatta abilmente per impedirgli di denunciarlo, e si adopera per metterlo in cattiva luce presso i genitori e la psicologa, Alice Davenport, cui il padre, telefonicamente, gli ha consigliato di confidarsi. Henry lancia intanto, mentre pattinano, Connie sul ghiaccio sottile, che si rompe e la piccola viene salvata in extremis. Mark denuncia Henry alla zia, ma questa non gli crede. Poi Henry dice a Mark di aver avvelenato i cibi, costringendolo a distruggerli e passando per squilibrato. Successivamente Susan trova nel capanno del figlio il paperino di gomma di Richard, che Henry le strappa furente dalle mani, mettendola in allarme. Henry confida a Mark di voler eliminare la madre: questi sorpreso dallo zio mentre lo minaccia con un coltello, viene chiuso in casa. Intanto Henry getta la madre dallo scoglio dove lei si è appartata a pregare per Richard: la donna resta impigliata ad un ramo, e Henry cerca di farla cadere lanciandole pietre. Sopraggiunge Mark che ingaggia con lui una lotta sul precipizio: la donna, risalita a stento, tenta di dividere i due, ma si trova a tenere i ragazzi per le mani, sospesi nel vuoto. Susan allo stremo delle forze per salvare Mark lascia cadere Henry che muore.

Valutazione Pastorale

Maculay Culkin fornisce il visino innocente e perfido ad un tempo al protagonista che si muove con astuzia tra psicologia infantile deviata, malvagità congenita o provocata, rapporti affettivi stravolti. L'abilità di regia e sceneggiatura, coadiuvanti da una fotografia luminosa e livida, è quella di puntare sull'angoscia causata dalla immediata condivisione da parte dello spettatore del dramma di Mark, isolato nel suo duplice ruolo di orfano e di complice involontario della perfidia del cugino, ed impossibilitato da una concatenazione perversa di eventi, orchestrati dal diabolico ragazzino, a smascherarlo. La scena chiave del film è certamente quella, magistrale scenicamente, del promontorio: la scelta della madre, aggiacciante anche se fortemente provocata dal comportamento del piccolo mostro, lascia non pochi interrogativi morali: ma tutto il film, che sfrutta sentimenti fondamentali come il dolore per la scomparsa di persone care, l'amore materno e fraterno, l'amicizia tra adolescenti, non sembra essere meno perfido ed ambiguo del diabolico adolescente.

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