LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Valutazione
Complesso, violenze
Tematica
Cinema nel cinema, Violenza
Genere
Grottesco
Regia
Gabriele Mainetti
Durata
112'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Lucky Red Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Nicola Guaglianone, Menotti Nicola Guaglianone
Musiche
Gabriele Mainetti, Michele Braga
Montaggio
Andrea Maguolo, con la collaborazione di Federico Conforti

Orig.: Italia (2015) - Sogg.: Nicola Guaglianone - Scenegg.: Nicola Guaglianone, Menotti - Fotogr.(Scope/a colori): Michele D'Attanasio - Mus.: Gabriele Mainetti, Michele Braga - Montagg.: Andrea Maguolo, con la collaborazione di Federico Conforti - Dur.: 112' - Produz.: Gabriele Mainetti per Goon Films con Rai Cinema - X^ EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2015.

Interpreti e ruoli

Claudio Santamaria (Enzo Ceccotti), Luca Marinelli (zingaro), Ilenia Pastorelli (Alessia), Stefano Ambrogi (Sergio), Maurizio Tesei (biondo), Francesco Formichetti (sperma), Daniele Trombetti (tazzina), Antonia Truppo . (Nunzia), Salvo Esposito (Vincenzo), Gianluca Di Gennaro (Antonio)

Soggetto

Mentre sta scappando da un inseguimento, Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. I superpoteri che nascono in lui in seguito a questa presenza sono da considerare del tutto anomali rispetto al suo essere un delinquente comune. Quando poi Enzo incontra Alessia, nasce il lei la convinzione che lui sia l'eroe del famoso cartone animato giapponese...

Valutazione Pastorale

Alla festa di Roma 2015, lo sport preferito è stato quello di definire il 'genere' di riferimento. Brillante? Sarcastico? Grottesco? Umoristico? Il carattere introverso e chiuso di Enzo sembra respingere a priori ogni identità. Anzi, Ceccotti di per sé è del tutto privo di senso e la difficoltà nello staccarsi dagli altri enuncia la impossibilità di essere se stesso. La spirale di violenza nella quale a poco a poco si adagia fa di Enzo un cattivo 'involontario', come se ogni azione fosse voluta da una taumaturgica volontà di 'voglio/non voglio'. Così la presenza di Alessia svolge il ruolo di una mediazione di forme, di una aggressione di evanescente favola irreale. Sembra che, a lungo andare, l'amore finisca ingoiato nel tunnell della ridistribuzione delle attese. Il personaggio di Zingaro così maldestramente cattivo e provocatoriamente spaventato dalla sua stessa paura emana un terrore ridicolo nella sua coazione a ripetersi. La domanda torna priva di risposta. Perché sul momento si può anche ridere e lasciarsi andare alla ironia. Poi si può pensare, o riflettere sugli effetti collaterali. La fuga di Enzo potrebbe essere una sola, unica contraddizione in termini, un controcanto di impensabile separazione. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, e segnato da violenze (metaforiche?).

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni per un pubblico predisposto ad immagini di 'richiamo' che mostrano violenza per intendere qualcosa di contrastante con la violenza stessa. Adatto ad appassionati di splatter e di un repertorio in linea con il dire e il fare di tarantiniana memoria.

Le altre valutazioni

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