LO SCUDO UMANO

Valutazione
Inaccettabile, Violento
Tematica
Genere
Avventuroso
Regia
Ted Post
Durata
88'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE HUMAN SHIELD
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Mann Rubin Mike Werb, Mann Rubin
Musiche
Stephen Barber
Montaggio
Daniel Cahn, Matthew Booth

Sogg.: Mike Werb, Mann Rubin - Scenegg.: Mann Rubin - Fotogr.: (normale/a colori) Yossi Wein - Mus.: Stephen Barber - Montagg.: Daniel Cahn, Matthew Booth - Dur.: 88' - Produz.: Christopher Pearce, Elie Cohn

Interpreti e ruoli

Michael Dudikoff (Doug Matthews), Tommy Hinkley (Ben Matthews), Hana Azoulay Hasfari (Lila Haddilh), Steve Inwood (Ali Dalal), Uri Gavriel (Tanzi), Avi Keidar (Sager), Geula Levy (Nanny), Gil Dagon, Michael Shillo, Roberto Pollak, Albert Illouz, Gilles Ben-David, Irving Kaplan, Gillatt Ankori

Soggetto

Iraq, 1985. Il militare statunitense Doug Matthews tenta di impedire una strage di civili ad opera del sanguinario Ali Dalal, e nella colluttazione lo sfregia con una coltellata. Cinque anni dopo Ali, ora generale dell'esercito, fa sequestrare, all'aereoporto di Bagdad, Ben, il fratello di Doug. Per liberarlo quest'ultimo raggiunge un campo di profughi giordano, al confine, dove rivede la dottoressa araba Lila Haddilh, ora sposata a Dalal, dal quale ha avuto un figllio, e si procura al mercato nero una pistola e delle granate, che è costretto ad usare non appena passato il confine. Rifugiatosi a Bagdad presso l'amico curdo Tanzi, Ben incontra un funzionario dell'ambasciata americana, che lo informa sulla probabile prigione del fratello prima di morire ad opera dei cecchini inviati da Ali. Doug e Tanzi riescono a scappare e si rifugiano nel villaggio natio del curdo. Ma qui arriva Dalal, e benchè Doug si consegni spontaneamente, tutti gli abitanti vengono massacrati. Aiutato da Lila, che ha l'appoggio del generale Bashir, nemico di Ali, Doug fugge dal carcere e la raggiunge: viene a sapere che il matrimonio è stato il prezzo pagato per la sua incolumità. Intanto Ben è stato trasferito dall'hotel dov'era prigioniero ad una fabbrica di armi chimiche. Doug ferma il sicario inviato da Ali per uccidere Lila e lo usa per entrare nella fabbrica, dove Ali ha intenzione di uccidere Ben. Salvato il fratello, Doug manomette gli impianti, innescando l'autodistruzione del complesso, e nel corso di una feroce colluttazione Dalal, irrorato di sostanze infiammabili, muore bruciato. Doug, pur ferito, riesce a raggiungere Lila, Ben e il bambino un istante prima che la fabbrica esploda.

Valutazione Pastorale

era inevitabile che la Guerra del Golfo stimolasse la fantasia dei produttori di Hollywood: ma trattandosi di una produzione modesta era certo ottimistico sperare qualcosa di originale, o comunque di stimolante ai fini di una riflessione su un episodio bellico tanto recente quanto manipolato e distorto dai mass media. In realtà l'Iraq e gli arabi che compaiono nel film con tutti gli stereotipi deteriori del genere sono solo un pretesto: potrebbero benissimo essere collocati in qualsiasi punto del complesso scacchiere medio orientale o riproporre la trama in versione western: il leit motiv è l'abusato confronto tra il buono di turno, cui Michael Dudikoff fornisce una faccia da bravo ragazzo, e c'è il cattivo, l'arabo perfido e traditore, sadico massacratore di inermi, e che, guarda caso, assomiglia a Saddam Hussein. I morti ammazzati sono tanti, e tutta la trama, con il fragile siparietto drammatico-sentimentale della storia d'amore infelice tra Doug e Lila come palliativo, è una noiosa ripetizione di massacri e sparatorie. In realtà quello che interessa gli sceneggiatori è calcare la mano sull'efferatezza dell'iracheno (con relativo massacro di curdi) e la sua sete di vendetta, facendone l'inevitabile accumulatore di odio sul quale deve scaricarsi alla fine l'ira liberatoria del protagonista e del pubblico.

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