L’ULTIMO CRODINO

Valutazione
Consigliabile, semplice
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Lavoro
Genere
Commedia
Regia
Umberto Spinazzola
Durata
95'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Michele Pellegrini, Francesco Cenni, Federico Mazzei Piero Galeotti
Musiche
Giusepp Fulcheri
Montaggio
Osvaldo Bargero

Orig.: Italia (2008) - Sogg.: Piero Galeotti - Scenegg.: Michele Pellegrini, Francesco Cenni, Federico Mazzei - Fotogr.(Panoramica/a colori): Luciani Federici - Mus.: Giusepp Fulcheri - Montagg.: Osvaldo Bargero - Dur.: 95' - Produz.: Mauro Berardi, Vittorio Zeviani, Luigi Musini.

Interpreti e ruoli

Ricky Tognazzi (Franco Rapelli detto Crodino), Enzo Iachetti (Giampaolo Pesce detto Pes), Serena Autieri (Patrizia), Marco Messeri (maresciallo), Enzo Provenzano (Nicodemi), Dario Vergassola (Callisto), Elena Sofia Tognocchi . (figlia di Pes)

Soggetto

A Condove, un paesino nella bassa Val di Susa, Franco detto Crodino, e Giampaolo detto Pes, arrivati sull'orlo del tracollo causa affari finiti male e debiti vari, decidono di organizzare un colpo che risolverà tutti i loro problemi: trafugare la salma di Enrico Cuccia e chiedere un adeguato riscatto. Il colpo sembra facile, ma si rivela fin troppo complicato. Quando da Roma arriva un ispettore per collaborare con la locale stazione di carabinieri, basta mettere sotto controllo i telefoni nelle cabine, per arrivare ai colpevoli. Crodino e Pes vengono arrestati sul fatto, processati e condannati.

Valutazione Pastorale

Dice il regista: "In molti mi hanno domandato se 'é tutto vero' quello che i due combinano durante il furto. Ebbene si. Prima e dopo il furto, ne hanno fatte di tutti i colori, dimostrando un'assoluta incapacità a delinquere (...) Ho cercato uno stile asciutto, senza fronzoli e nel rispetto assoluto del 'fatto di cronaca' (...)". Realtà dunque, come era apparsa sui giornali dell'epoca (siamo nel 2001), anche con quelle appendici relative al coinvolgimento di 'poteri' forti, quando si pensava a qualche furto serio e ricattatorio. Il ritratto invece è quello di due balordi, incapaci e sprovveduti, una sorta di 'soliti ignoti' del Duemila, qui nella cornice di luoghi quasi abbandonati e dimenticati da tutti. Il raccontino ha sapori autentici certo azzeccati, ma non riesce a sollevarsi da una fragilità espressiva troppo accentuata. Resta l'idea di un'operazione gracile che non trova mai il momento dello scatto in avanti. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile e nell'insieme semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in altre occasioni come proposta di prodotto italiano a metà tra cronaca e finzione.

Le altre valutazioni

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