LUNA ROSSA

Valutazione
Inaccettabile, negativo
Tematica
Famiglia, Mafia, Male, Morte
Genere
Drammatico
Regia
Antonio Capuano
Durata
116'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Sharada
Musiche
Lelio De Tullio
Montaggio
Luciana Pandolfelli

Orig.: Italia (2001) - Sogg. e scenegg.: Antonio Capuano - Fotogr.(Panoramica/a colori): Tommaso Borgstrom - Mus.: Lelio De Tullio - Montagg.: Luciana Pandolfelli - Dur.: 116' - Produz.: Andrea De Liberato - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Carlo Cecchi (Antonino), Licia Maglietta (Irene), Toni Servillo (Amerigo), Antonino Iuorio (Egidio), Angela Pagano (Mariella), Italo Celoro (Toni), Lucia Ragni (Rita), Antonio Pennarella (Libero), Domenico Balsamo (Oreste), Antonia Truppo . (Orsola)

Soggetto

Oreste, ultimo e più giovane esponente dei Cammarano, potente famiglia della camorra, racconta al giudice gli avvenimenti di cui è stato testimone e protagonista. Si parte da quando Amerigo,uscito da un durissimo scontro con i rivali, si presenta col piglio del vincente al cospetto del padre Tony, il capo del clan, e nonostante abbia perso la figlia Amina. Mentre lo tradisce con il cugino Egidio, Irene, la moglie, ironizza su questo atteggiamento ossequioso da parte del marito, e gli altri figli Orsola e Oreste vivono il disagio di una difficile situazione familiare. Esaperato, Amerigo uccide il padre Tony, strangolandolo. Egido aspira a diventare il nuovo capofamiglia. Orsola compie 18 anni, e si apparta a letto con il fratello Oreste. La guerra è ormai aperta. Libero elimina Amerigo, e quindi Egidio uccide Libero. Ignazio pensa di essere il nuovo boss, ma è a sua volta eliminato. Anni dopo, bombe e attentati su succedono in continuazione. Passano sette anni, Oreste esasperato elimina tutti i componenti della famiglia. Rimane solo la madre Irene. Oreste la guarda, poi la uccide. Quindi chiama la polizia. Al termine della sua confessione, Oreste aggiunge di non essersi a sua volta ucciso, perché non vuole la pietà di nessuno.

Valutazione Pastorale

In occasione della passaggio in concorso alla mostra di Venezia 2001, il regista Capuano ha detto: "Un film come una struttura chiusa, nero come una pantera, rosso come la luna che illumina il sangue, luna rossa...Gli uomini devolo imparare le regole della sopravvivenza, dice Tony uno dei personaggi, fottere è la prima regola, uccidere é la seconda, il resto sono chiacchiere. Questi autorevoli deliri sono il costante riferimento etico di una condizione il cui centro é nient'altro che il potere criminale". La camorra dunque come luogo del male assoluto, e la sua rappresentazione da assimilare a quella della tragedia greca, dove i componenti della famiglia si colpiscono l'un l'altro nelle forme più dolorose: era forse questa l'intenzione di Capuano. Mettere in scena l'omicidio come ragione di vita ha però un senso, se ne deriva una chiara e nitida affermazione di denuncia e di distacco. Qui sembra che venga fuori il contrario. La regia di Capuano è estetizzante, tutta rivolta alla forma, ad un certo compiacimento nella costruzione degli omicidi e delle vendette. La denuncia resta a livello pretenzioso e pretetuoso, prevalgono invece fatalismo e rassegnazione al male visto come inesorabile e ineliminabile. Dal punto di vista pastorale, il film è dunque da valutare come inaccettabile, e nell'insieme negativo. UTILIZZAZIONE: l'utilizzazione è da evitare in programmazione ordinaria. Anche in altre circostanze, non sembra offrire elementi per una serena riflessione sul fenomeno 'camorra'.

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