L’UOMO PROIETTILE

Valutazione
Discutibile, Velleitario
Tematica
Genere
Metafora
Regia
Silvano Agosti
Durata
85'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
L'UOMO PROIETTILE
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Silvano Agosti liberamente ispirato al romanzo "L'uomo proiettile" di Silvano Agosti
Musiche
Ennio Morricone, Andrea Morricone
Montaggio
Silvano Agosti

Sogg.: liberamente ispirato al romanzo "L'uomo proiettile" di Silvano Agosti - Scenegg.: Silvano Agosti - Fotogr.: (normale/a colori) Silvano Agosti - Mus.: Ennio Morricone, Andrea Morricone - Montagg.: Silvano Agosti - Dur.: 85' - Produz.: 11 Marzo Cinematografica

Interpreti e ruoli

Bruno Wolkowitch (L'Uomo proiettile), Paola Agosti (Ewelyn), Giulia Boschi (La Donna barbuta), Simona Volpi (Il Clown prete), Dario Ballantini (Il Clown conferenziere), Carla Olivieri, Severino Saltarelli, Federico Zanola, Livio Togni, Davio Togni, Corrado Togni

Soggetto

dopo aver fatto i più svariati mestieri per sopravvivere uno strano individuo ha scelto di fare l'uomo proiettile in un circo, dove si trova finalmente a suo agio, lavorando solo due giorni alla settimana. Oltretutto ama la sua graziosa assistente, Ewelyn. Nel circo si aggirano i soliti curiosi personaggi: la donna barbuta, la trapezista Ester, il fachiro Omar cui è cresciuta una pianticella nel palmo della mano, l'uomo selvaggio, il ventriloquo col suo barboncino parlante. Frattanto la domatrice di elefanti è morta e i compagni la piangono mentre il Mago suona mesto il clarinetto, e lievita, e un clown vestito da diacono scuote un enorme bussolotto delle elemosine ed ha monete fin nel cappello. Poi il clown Marcus tiene una conferenza, con immagini di film noti, sulle dittature, le guerre, le ingiustizie e le torture. Improvvisamente l'uomo proiettile scopre che Ewelyn non è più serena e soddisfatta come un tempo: lei ammette di tradirlo col vicino di casa e lui ha una crisi esistenziale. Tenta un bilancio della sua vita: ricorda l'infanzia, la scuola, le punizioni della maestra, i primi turbamenti di fronte alla donna. Vagando per il circo si chiede come amare senza soffrire la gelosia. Un party tra omosessuali lo lascia indifferente. Chiuso nel suo cannone, ripensa ai momenti più belli con Ewelyn. Poi costei, rientrata in casa, gli annuncia il black-out dello spettacolo, ma lui propone di farlo lo stesso, a lume di candela.

Valutazione Pastorale

il film, fatto di immagini e sensazioni tra l'allegorico e l'onirico, in un quadro composito, dominato dal paradosso e dal surreale, tenta di rappresentare un rapporto d'amore tra uomo e donna che escluda la gelosia. Ed in effetti l'uomo proiettile, tradito dalla sua donna, dopo un iniziale annaspare, evitando di cadere in un'orgetta gay, sembra trovare la soluzione affermando che bisogna incontrarsi ogni volta con l'essere amato come se fosse la prima volta. Facile a dirsi, ma difficile a realizzarsi, soprattutto se occore accettare le eventuali scappatelle del partner, cosa che sembra riportare in auge le teorie della coppia aperta, che dovrebbero aver fatto il loro tempo. Non si comprende bene come in un film sulla gelosia si inseriscano, nel contesto di una conferenza clownesca sui disastri provocati dal Potere, spezzoni di film celebri che evocano guerre, tiranni, popoli affamati e torturati, con il clown-diacono che rassicura tutti sul destino degli oppressi d'ogni tempo, visto che "tanto risorgeranno". A parte queste iniezioni di ideologia retrodatata che rendono velleitario oltreché forzato il discorso di fondo del film sulla libertà delle scelte individuali, non si può non sottolineare, per amore di obiettività, il grande gusto nelle immagini e la bellezza della fotografia, con momenti di alta suggestione. Sembra poco non solo per parlare di film d'arte, ma soprattutto per citare ed evocare il geniale pioniere Georges Melies come dedicatario ed ispiratore di un'opera sostanzialmente cerebrale ed algida.

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