L’UOMO SENZA VOLTO ***

Valutazione
Raccomandabile, Realistico, Dibattiti
Tematica
Amicizia, Famiglia, Handicap
Genere
Drammatico
Regia
Mel Gibson
Durata
116'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE MAN WITHOUT A FACE
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Malcolm Mac Rury tratto dal romanzo di Isabelle Holland
Musiche
James Horner
Montaggio
Tony Gibbs

Sogg.: tratto dal romanzo di Isabelle Holland - Scenegg.: Malcolm Mac Rury - Fotogr.: (normale/a colori) Donald M. Mc Alpine - Mus.: James Horner - Montagg.: Tony Gibbs - Dur.: 116' - Produz.: Bruce Davey

Interpreti e ruoli

Mel Gibson (Justin McLeod), Margaret Whitton (Catherine), Fay Masterson (Gloria), Gaby Hoffman (Meg), Nick Stahl (Chuck Norstadt), Geoffrey Lewis (Chief Stark), Richard Masur (Carl Hartley), Michael De Luise, Ethan Phillips, Jean De Baer, Jack De Mave, Justin Kanew

Soggetto

a Cranesport sulle coste del Maine è in vacanza Chuck Norstadt, un dodicenne non felice, orfano di padre e per sua disgrazia appena tollerato sia da Catherine, una madre frivola alla vigilia del quinto matrimonio, sia dalle due sorellastre Gloria e Meg. Tutto preso dall'idea di tentare l'accesso all'Accademia Navale (a suo tempo frequentata dal padre), anche se ha fallito l'esame, il ragazzo decide di riprovarci a settembre. Senza dir nulla alla madre (tanto sarebbe contraria), Chuck chiede di ricevere qualche lezione a Justin McLeod. Costui è un ex-docente che da sette anni vive isolato tra i suoi libri e quadri in un bel cottage: un uomo misterioso ancora giovane, che la gente avversa senza conoscerlo, circondato da pettegolezzi e supposizioni malevoli, il quale per di più ha una parte della faccia deturpata. La triste vicenda di McLeod è complicata dal fatto che egli è stato in prigione per omicidio colposo in relazione all'incidente stradale. Un legame ricco di affetto e fiducia nasce fra i due: Chuck si sente compreso ed aiutato; l'uomo avverte spezzata la sua solitudine e la emarginazione in cui vive. Ma le corse in bicicletta al cottage sono notate dalla meschina comunità: la madre del ragazzo intima al maestro di allontanarsi, mentre la gente insinua che senza dubbio quel "faccia bruciata" deve covare intenzioni poco oneste. Si interessa lo sceriffo, finché vi sarà una inchiesta da parte di una piccola commissione. McLeod ne esce indenne: la sua volontà di aiutare negli studi il giovanissimo allievo ed i mezzi pedagogici adottati con lui e per lui sono stati impeccabili. Per evitare comunque che Chuck venga sottoposto a penosi interrogatori, il maestro si allontana da Cranesport. Frattanto Chuck supera brillantemente gli esami, il cui esito ha perfino cancellato nella sorpresa e nella gioia bizze e incomprensioni di madre e sorellastre. Chuck al quale tanto mancava la figura del padre (ha poi appreso che egli era un forte bevitore e considerato un folle) ha potuto cominciare il proprio cammino nella vita e, a suo tempo, nella indipendenza, identificando il meglio nella figura e nel valore autentico di Justin McLeod senza farsi impressionare né da un volto deturpato dalle cicatrici, né da chiacchiere malevoli, consegnandosi solo alla fiducia, che è stata reciproca.

Valutazione Pastorale

i molti aspetti psicologici della storia e dei personaggi sono affrontati con attenzione e rispetto: da un lato il ragazzo infelice appena tollerato in casa, dall'altro il "diverso" sfigurato nel volto, che vive in amara solitudine. Caso raro in un film si dà pure largo spazio alla volontà e alla missione pedagogica in un quadro di amicizia schietta, di fiducia e di un affetto splendido. Quella stessa famiglia, scombinata ed irritante, ne esce trasformata. L'attore Mel Gibson è anche il regista del film e può vantarsi di ottimi risultati, non solo sul piano interpretativo poiché è un precettore fermo, intelligente ed umano ad un tempo ma anche per come ha diretto il lavoro e per l'abilità con cui ha saputo guidare il suo allievo. Costui è il giovanissimo Nick Stahl, un talento spiccato e senz'altro qualcosa di più che una grande promessa, quasi sempre in scena, toccante, tenace, generoso, estremamente espressivo. Da lodare una sceneggiatura che è ricca di finezze e che sa trovare i toni giusti specie al momento dell'inchiesta sullo sfortunato docente, il quale tra l'altro non ha voluto fare ricorso ad un difensore, ma solo alla propria dignità. Un film di grande spessore morale e di viva umanità; una efficace terapia per un pubblico che sappia capire.

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