L’USSARO SUL TETTO

Valutazione
Accettabile-riserve, Asprezze
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Jean-Paul Rappeneau
Durata
115'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
LE HUSSARD SUR LE TOIT
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Jean tratto dal romanzo di Jean Giono
Musiche
Jean
Montaggio
Noelle Boisson

Sogg.: tratto dal romanzo di Jean Giono - Scenegg.: Jean-Paul Rappeneau, Nina Companeez, Jean-Clau-de Carriere - Fotogr.: (scope / a colori) Thierry Arbogast - Mus.: Jean-Claude Petit - Montagg.: Noelle Boisson - Dur.: 115' - Produz.: Hachette Premiere, Cie, France 2 Cinema

Interpreti e ruoli

Juliette Binoche (Pauline De Théus), Olivier Martinez (Angelo Pardo), Claudio Amendola (Paolo Maggionari), Carlo Cecchi (Giuseppe), Pierre Arditi, Isabelle Carre, François Cluzet, Jean Yanne

Soggetto

In Provenza nel 1831, Angelo Pardo, "carbonaro" piemontese fuoriuscito, deve fuggire all'agguato tesogli dal confratello ed amico d'infan-zia Paolo Maggionari, vendutosi alla polizia segreta austriaca che guida sulle tracce dei patrioti fuggiti in Francia. Si dirige verso Manosque, per avvisare il compagno Giuseppe del pericolo. Incontrato un medico dedito alla cura del colera che gli muore tra le braccia, giunge in città, dove è inseguito dalla folla che lo crede un untore e le spie austriache guidate da Paolo. Fuggito per i tetti, si cala in una casa dove incontra una giovane donna che lo rifocilla e lo ospita. Raggiunto Giuseppe in montagna, Angelo viene incaricato di rientrare in Italia, a Milano, col denaro per sovvenzionare la rivolta. Mentre Paolo muore tra le sue braccia di colera, Angelo ritrova la giovane donna e la scorta verso le Alpi. I due bivaccano, incontrano un "medicone" che li guida a Mongex, dove Angelo scopre che la donna è Pauline De Théus, mentre il sindaco rivela alla donna che il marchese suo marito è andato a Manosque per cercarla. Lei decide di ritornarvi, nonostante le suppliche di Angelo che assiste impotente all'arresto e alla reclusione della donna in un lazzaretto, dove anche lui si fa rinchiudere e dal quale, causando un incendio, fugge di nuovo con lei. I due sono ormai vicino a Théus, e passano la notte in una villa dove, pur consci del sentimento che ormai li lega, non cedono alla pas-sione. Lei ha un attacco di colera, dal quale Angelo, frizionandola disperata-mente con l'alcol, come ha visto fare al medico, la salva. Debolissima, la donna raggiunge finalmente il castello e ritrova il marito. Angelo parte per Milano ed è protagonista del primo Risorgimento: Pauline riceve con ansia e gioia la sua prima lettera: la loro è stata una pura amicizia.

Valutazione Pastorale

Tratto liberamente dal romanzo di Jean Giono, il film di Jean-Paul Rappeneau ha ritmo e nerbo fino alla discesa di Angelo nella casa delle zie di Pauline a Manosque. Di lì sembra scendere anche lui in un'atmosfera tetra, buia, ossessiva, con epiche ma oleografiche scene di peste, molte belle inquadrature dello splendido paesaggio di Provenza (esibi-te però anche ritornando su luoghi già visti quando la storia dovrebbe esser ambientata altrove), ed un girovagare dei due protagonisti attorno a questo sentimento che essi negano un po' per pudore, un po' per senso del dovere e dell'onore. Così come viene presentato dall'inerte Olivier Martinez (vera-mente un bello senz'anima formato telenovela), più che un platonico e com-mosso ardore alla Cyrano (come appare nelle intenzioni del regista) l'amore di Angelo sembra un'infantile forma di masochismo e di repressione edipica. L'interminabile viaggio dei due platonici amanti risulta alla fine noioso: pec-cato, perché Rappeneau, altrove abile nel dipingere la commedia umana con toni convincenti, qui non riesce a coniugare il tono tragico e storico del qua-dro d'assieme con la filigrana dei sentimenti in modo convincente. Non bastano, a fare un bel film, una corretta scenografia ed una valida fotografia.

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