MAD CITY – ASSALTO ALLA NOTIZIA

Valutazione
Accettabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Mass-media
Genere
Drammatico
Regia
Constantin Costa-Gavras
Durata
115'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MAD CITY
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Tom Matthews Tom Matthews, Eric Williams
Musiche
Thomas Newman
Montaggio
Françoise Bonnot

Sogg.: Tom Matthews, Eric Williams - Scenegg.: Tom Matthews - Fotogr.: (Scope/a colori) Patrick Blossier - Mus.: Thomas Newman - Montagg.: Françoise Bonnot - Dur.: 115' - Produz.: Arnold Kopelson, Anne Kopelson

Interpreti e ruoli

Dustin Hoffman (Max Brackett), John Travolta (Sam Baily), Alan Alda (Kevin Hollander), Mia Kirshner (Laurie Callahan), Ted Levine (Lemke), Robert Prosky (Lou Potts), Blythe Danner (signora Banks), Wil-liam Atherton, Tammy Lauren, William O’Leary, Raymond J.Barry, Lucin-da Jenney, Akosua Busia, Ebbe Roa Smith.

Soggetto

Max Brackett, giornalista televisivo di valore, si è rifiutato di mostrare i corpi dilaniati delle vittime di un incidente aereo e il suo capo Kevin lo ha dirottato dalla rete nazionale ad una stazione locale a Madeline, in California. Una mattina, Max e la sua assistente Laurie si recano al museo di storia naturale per intervistare la direttrice signora Banks. Vi arrivano pro-prio quando Sam, un uomo impiegato al museo ed appena licenziato per tagli al budget, è tornato sul posto per chiedere alla signora la revoca del licenzia-mento, in nome della moglie e dei due figli. Ma la signora è irremovibile e allora Sam all’improvviso tira fuori una pistola. Nascosto nel bagno, Max vede la scena e capisce che, se gioca bene le sue carte, questa potrebbe esse-re l’occasione che aspettava per rientrare nel grande giro. Comincia a rac-contare quello che succede, e la ‘diretta’ va sulla rete nazionale. Poi Max e Sam finiscono col conoscersi e, a poco a poco, per capire ciò che prima li ha divisi e ora li unisce. Da New York infatti arriva Kevin, che decide di impa-dronirsi della storia e di raccontarla alla sua maniera per far salire gli indici di ascolto. La tensione sale e, infine, Sam decide di arrendersi. Allora fa uscire prima i bambini di una scolaresca tenuti sotto minaccia, poi invita Max ad andare via, infine esce lui stesso. Sulla scala cerca di spararsi ma la dinamite lasciata all’interno esplode, facendo saltare tutto in aria. Da lontano Max commenta: “Siamo stati noi, lo abbiamo ucciso noi”.

Valutazione Pastorale

il film è imperniato sulla tematica dell’uso (spesso abuso) dei mass-media nella società contemporanea. Tematica certo non nuova ma sulla quale è sempre utile tornare a riflettere, per avere una giusta cognizione delle cose e saper meglio organizzare le contromisure. L’infor-mazione, che doveva basarsi sulla ben precisa distinzione tra il riferire i fatti e, poi, il commento su di essi, è diventata un contenitore dove le esigenze di spettacolo e di facile commozione intervengono a dettare condizione, alle quali, in nome della carriera, si prestano facilmente tante persone. Regista la cui carriera è sempre stata improntata ad un cinema di forte ispirazione civi-le, Costa Gavras anche in questo caso fa un film di denuncia forte sul cini-smo e la speculazione che vivono intorno alla “notizia”. E’ difficile dire quanto la società americana, ormai abituata a costruire e consumare spettaco-lo, possa sentirsi sotto accusa ma il film è lucido e coerente e, dal punto di vista pastorale, il suo tono, insieme umano e problematico, va accolto positi-vamente.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, anche, con opportune introduzioni e adeguati supporti, per un pubblico di ragazzi, perchè il tema della manipolazione dell’immagine li coinvolge forse anche più direttamente di altri. Da inserire poi in ogni occasione in cui si voglia affrontare l’ argomento, in senso vasto, “mass-media”, cui qui si aggiunge quello della disoccupazione. Notevole l’interpretazione degli attori protago-nisti.

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