MAMMA HO RIPERSO L’AEREO: MI SONO SMARRITO A NEW YORK *

Valutazione
Accettabile, Brillante
Tematica
Genere
Farsesco
Regia
Chris Columbus
Durata
120'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
HOME ALONE 2: LOST IN NEW YORK
Distribuzione
Fox
Soggetto e Sceneggiatura
John Hughes tratto dai personaggi creati da John Hughes
Musiche
John Williams
Montaggio
Raja Gosnell

Sogg.: tratto dai personaggi creati da John Hughes - Scenegg.: John Hughes - Fotogr.: (normale/a colori) Julio Macat - Mus.: John Williams - Montagg.: Raja Gosnell - Dur.: 120' - Produz.: John Hughes

Interpreti e ruoli

Macaulay Culkin (Kevin McCallister), Joe Pesci (Harry Lyme), Daniel Stern (Marvin Murchins), John Heard (Peter McCallister), Catherine O'Hara (Kate McCallister), Tim Curry (Hector), Eddie Bracken (Duncan), Rob Schneider, Dana Ivey, Brenda Fricker, Gerrry Bamman, Terrie Snell

Soggetto

la numerosa famiglia McCallister, di cui Kevin è l'ultimo rampollo, lascia in aereo Chicago per Miami dove passerà le vacanze natalizie. Questa volta il ragazzetto non viene dimenticato a casa, ma nel bailamme generale sbarca a New York e vi rimane solo. Mentre i genitori allarmatissimi contattano la polizia per le ricerche, Kevin tuttavia, non si sgomenta e dà inizio alle sue avventurose vacanze da "senza famiglia occasionale". Per cominciare orenota una lussuosa camera all'Hotel Plaza (di cui ha visto la réclame) a nome di suo padre, vi si installa, si concede succulenti colazioni, entra in lotta con Hector il portiere (che ha fiutato qualcosa di poco chiaro) e passeggia per le strade di New York, fra gli alberi di Natale giganteschi e vetrine illuminate. Tra le altre è affascinato da quelle dell'enorme negozio di giocattoli Duncan, dove lascia un'offerta per l'ospedale dei bambini poveri. Il guaio è che sono in circolazione due ladri evasi, Harry Lyme e Marvin Murchins, proprio quelli che assediarono Kevin in casa quando il ragazzo rimase tutto solo e grazie a non pochi marchingegni, riuscì ad avere la meglio su di loro. Dopo aver conosciuto l'anziana "donna dei piccioni" del Central Park (una barbona che da due anni non parla con nessuno, ma che con Kevin si sblocca e stabilisce una immediata amicizia), l'intraprendente ragazzo decide di sconfiggere una buona volta i suoi persecutori –i quali lo hanno identificatoattirandoli in una casa disabitata di uno zio paterno. Kevin ha appreso che il duo vuol fare un colpo, rubando gli incassi dell'emporio Duncan: l'assedio si rinnova a New York, ma l'ingegnoso monello fra vernici, kerosene, contatti elettrici e mattoni lanciati dal cornicione come coriandoli riesce brillantemente ad avere il sopravvento. Poi Marvin ed Harry finiscono nel buio del Central Park inseguendo Kevin, feriti, bruciacchiati, umiliati per giunta da un nugolo di piccioni, che li becchettano sotto gli occhi divertiti della loro "signora", oltre che quelli dei poliziotti. Poiché Kevin aveva prudentemente scattato foto degli evasi proprio in mezzo a migliaia di giocattoli (e di dollari), rompendo con una sassata una vetrina per farli voltare al fracasso, i due torneranno in rpigione. Dal foglietto scritto che conteneva il sasso, Duncan apprende commosso la coraggiosa impresa del piccolo Kevin. La mattina di Natale, nella loro suite al "Plaza", tutti i McCallister si svegliano sommersi da una montagna di giocattoli. Ma prima l'intuito materno di Kate, che già alla vigilia girava per la Avenue cercando il bambino, aveva spinto la donna ai piedi del colossale albero installato davanti al Rockfeller Center: il suo Kevin non poteva essere che lì. E lì avviene il tenero incontro che –finita l'avventura e per trascorrere il Natale con tutti i suoilo stesso Kevin desiderava ormai ardentemente. Non senza un saluto alla donna dei piccioni, alla quale il monello-irrequieto, ma affettuoso consegna in segno di amicizia una semplice, piccola palombella di gesso: lui ha la gemella (un dono, che Duncan in persona, messosi "quel" giorno alla cassa, aveva fatto al gentile visitatore).

Valutazione Pastorale

non vi sono dubbi. Anche il secondo film del monello Macaulay Culkin che, perdendo aerei, ma anche battendo ladri malvagi, ha guadagnato e fatto guadagnare ai produttori milioni di dollari, ne frutterà ancora. Forse il primo film ("mamma ho perso l'aereo"), era più semplice e fresco. Qui il bambino è cresciuto, i suoi trucchi risultano più complessi e, a volte, più cattivelli. È doveroso anche ammettere che l'assedio dei due evasi alla casa vuota e paurosa nella notte si rivela un po’ lungo, oltre che eccessivo per il genere di scherzi architettati. Poiché, peraltro, tutta la vicenda è in stile farsesco e ricca di buffonesche trovate, l'indulgenza s'impone. Il Natale è presente come occasione vacanziera, nel suo clima festoso e con le sue luci sfavillanti, ma non mancano le venature e i riflessi dei buoni sentimenti: il rapporto affettuoso tra il monello e i suoi cari, quello con la strana "donna dei piccioni", l'offerta per l'ospedale infantile (con un po’ dei dollari di papà), la letterina al re dei giocattoli. E qui, se mai, c'è un po' della melassa di molti film appunto "natalizi". Il ragazzo smarrito, ma impavido, si ritaglia la sua vacanza personale, dà prove concrete, a volte è un tantino sentenzioso, si concede –è verola soddisfazione di mettere in ginocchio e fra le piume i suoi incalliti aggressori, ma alla fine è felice di rientrare alla base familiare. Qualche gag, molti sorrisi e considerato appunto il genere (farsesco, ma senza la minima grossolanità verbale o negli eventi) tutto sommato un film di divertente evasione.

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