MARINA

Valutazione
Consigliabile, Problematico
Tematica
Educazione, Emigrazione, Famiglia - genitori figli, Musica, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Stijn Conix
Durata
120'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Belgio, Italia
Titolo Originale
Marina
Distribuzione
Movimento Film
Musiche
Michelino Bisceglia
Montaggio
Philippe Ravoet

Orig.: Belgio/Italia (2013) - Sogg. e scenegg.: Rik D'hiet, Stjin Conix - Fotogr.(Scope/a colori): Lou Berghmans - Mus.: Michelino Bisceglia - Montagg.: Philippe Ravoet - Dur.: 120' - Produz.: Luc e Jean Pierre Dardenne (Belgio), Cristiano Bortone (Belgio), Peter Bouckaert (Belgio).

Interpreti e ruoli

Luigi Lo Cascio (padre), Donatella Finocchiaro (madre), Matteo Simoni (Rocco), Evelien Bosmans (Helena), Cristian Campagna . (Rocco bambino)

Soggetto

1948, in un piccolo paese della Calabria. Il padre Salvatore parte per il Belgio, costretto a lasciare la moglie Ida e i due figli per andare a lavorare in una miniera di carbone in Belgio. Passa un anno e Salvatore, spinto dalla nostalgia, chiede alla famiglia di raggiungerlo. Quando arriva nella cittadina mineraria di Waterschei, Rocco ha dieci anni e affronta subito grandi delusioni, con la casa dove vivono, con la gente del posto, con il clima. Quando è triste, Rocco si accorge che suonare lo fa stare meglio, e cerca di coltivare quella passione. Il suo sogno lo fa entrare in un contrasto sempre più aspro con il padre. Tanti equivoci e incomprensioni devono passare prima che tutto si chiarisca, e che Rocco, dall'America, gli dedichi un affettuoso saluto. Rocco Granata è ormai noto a livello internazionale, e la canzone "Marina" lo ha fatto conoscere in tutto il mondo.

Valutazione Pastorale

A cinquant'anni dalla prima esecuzione e con 100 milioni di copie vendute, si può die che "Marina" è un brano capace di segnare un periodo storico, un'atmosfera, un gusto musicale. Voluto dalvero Rocco Granata, il copione racconta la storia di un ragazzino, delle sue difficoltà da figlio di emigrante, della caparbietà che gli ha permesso di arrivare al successo. Ci sono molti fatti autentici sui quali cala il consueto canovaccio di prevedibilità (i dolori della famiglia, le difficoltà di essere 'stranieri', la nostalgia del ritorno a casa...). Ben presto il dramma diventa melodramma, a scapito di una forse più necessaria asciuttezza narrativa. Due ore di durata che il regista Stijn Coninx (già autore nel 1993 del pregevole "Padre Daens") si fa spesso sfuggire di mano. Ikl prodotto finisce per funzionare come recupero della memoria, per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e nell'insieme problematico.

Utilizzazione

UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come prodotto che permette di riflettere su una vicenda in gran parte poco conosciuta.

Le altre valutazioni

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