ME WITHOUT YOU

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Amicizia, Donna, Famiglia, Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Sandra Goldbacher
Durata
96'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Me without you
Distribuzione
Fandango
Musiche
Adrian Johnston
Montaggio
Michael Ellis

Orig.: Gran Bretagna (2001) - Sogg. e scenegg.: Sandra Goldbacher, Laurence Coriat - Fotogr.(Scope/a colori): Denis Crossan - Mus.: Adrian Johnston - Montagg.: Michael Ellis - Dur.: 96' - Produz.: Finola Dwyer.

Interpreti e ruoli

Anna Friel (Marina), Michelle Williams (Holly), Kyle MacLachlan (Daniel), Oliver Milburn (Nat), Trudie Styler (Linda), Marianne Denicourt (Isabel), Nicky Henson (Ray), Allan Corduner (Max), Deborah Findlay (Judith)

Soggetto

Londra, 1973. Due bambine, Holly e Marina, fanno un patto di eterna amicizia. Per Marina (padre vanitoso e alla moda, madre con dipendenza da valium) Holly rappresenta l'unico punto di riferimento in una vita quotidiana non facile. Holly al contrario adora leggere libri in cui trova rifugio da una madre iperprotettiva. Holly tuttavia non può confidare un segreto a Marina: la crescente passione per il fratello di lei, Nat. Gli anni passano e le due amiche fanno molte esperienze tra musica, amore, felicità e dolore. Nel 1989 Marina annuncia che si sposerà con Leo, ragazzo ebreo. Holly vuole trasferirsi a New York. Quando Marina informa di essere incinta, tra le due amiche volano molte schermaglie. Ma nel 2001 Holly e Nat finalmente si sposano. E le due coppie hanno a loro volta due bambine. Come Holly e Marina quasi trenta anni prima.

Valutazione Pastorale

Il tentativo è quello di comporre un affresco sugli ultimi trenta anni di vita inglese (o meglio londinese) attraverso lo sguardo al femminile di due bambine che crescono e diventano donne. I risultati sono modesti e non sempre convincenti. Il copione dà spazio a molti luoghi comuni sull' "english style" senza rielaborare una materia già vista e trattata. Prevalgono commozioni un po' facili e qualche lungaggine. Notazioni di critica di costume emergono in qualche passaggio e risultano di qualche interesse. Ma nell'insieme il racconto resta di sapore troppo britannico e non si apre a orizzonti più ampi. Meglio aveva fatto la Golbacher nella sua opera d'esordio "La governante". Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come discutibile, segnalando anche opportunamente le scabrosità presenti in non pochi momenti. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film potrebbe essere utilizzato in rassegne su 'come gli inglesi vedono se stessi'. Attenzione è da tenere per i minori in occasione di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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