MEDITERRANEO *

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Amicizia, Guerra, Metafore del nostro tempo
Genere
Commedia
Regia
Gabriele Salvatores
Durata
99'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
MEDITERRANEO
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Vincenzo Monteleone
Musiche
Giancarlo Bigazzi, Marco Falagiani
Montaggio
Nino Baragli

Sogg. e Scenegg.: Vincenzo Monteleone - Fotogr.: (panoramica/a colori) Italo Petriccione - Mus.: Giancarlo Bigazzi, Marco Falagiani - Montagg.: Nino Baragli - Dur.: 99' - Produz.: A.M.A. Film, Penta Film

Interpreti e ruoli

Diego Abatantuono (Lo Russo), Claudio Bigagli (Montini), Giuseppe Cederna (Farina), Claudio Bisio (Novente), Luigi Alberti (Strazzabosco), Vanna Barba (Vassilissa), Ugo Conti (Colasanti), Vasco Mirandola, Meno Dini, Irene Grazioli, Antonio Catania, Luigi Montini .

Soggetto

nella primavera 1941, durante la seconda guerra mondiale, otto militari italiani ricevono l'ordine di riprendere e presidiare l'isola greca di Syrna, sul mare Egeo, appartenente all'Italia dal 1920 e recentemente abbandonata dai tedeschi. Vi sbarcano cautamente da una piccola nave da guerra, senza trovare resistenza: l'isola appare deserta. Gli otto componenti il presidio sono un campionario pittoresco di sprovveduti. Il tenente Montini che li comanda è un trasognato cultore di poesia e pittura, perduto nel ricordo di Omero; il suo attendente, Farina, un timido tutto "signorsì"; il mulattiere Strazzabosco unicamente concentrato sulla sua mula spelacchiata e azzoppata; il marconista Colasanti un inetto; i fratelli Libero e Felice Munaron due nostalgici della montagna natia, da cui si trovano lontani per la prima volta; Noventa un impaurito, sempre in cerca di un'occasione di fuga; il sergente Lo Russo con velleità militaresca, punteggiata da divertenti smargiassate. Nell'isola deserta non accade nulla per vari giorni, e gli otto finiscono con sentirsi ignorati e inutili. Quando poi la nave viene affondata da ignoti sabotatori e la radio messa fuori uso dall'incuria di Colasanti, il loro isolamento è totale. Ma ecco affacciarsi da un imprevedibile nascondiglio qualcuno e poi altri dei rari abitanti, che poi simpatizzano con gli occupanti. Così il tenente Montini trova modo di sbizzarrirsi, dedicandosi a un estroso "restauro" della chiesetta dell'isola; i due fratelli montanari si invaghiscono di una pastorella e l'intero presidio trova a turno qualche fuggevole passatempo con Vassilissa, la prostituta del luogo, in precedenza a servizio dei tedeschi. In seguito vengono pure derubati delle poche armi, e finiscono naturalizzati isolani. Finché un aereo da ricognizione in avarìa atterra a Syrna e il pilota informa il "presidio" che la guerra è finita. Ripartito, segnala a un comando il gruppo degli sperduti, che vengono rimpatriati, ad eccezione di Farina, che sceglie di restare nell'isola e sposa Vassilissa, l'unica donna della sua vita. Trascorsi molti anni Montini torna nell'isola; vi ritrova Farina, oramai vedovo, in compagnia di Lo Russo che, deluso delle vicende italiane, si è ritirato a Syrna.

Valutazione Pastorale

il film è una commedia abbastanza gradevole, se si eccettuano alcune superfluità narrative, valorizzato dalla fotografia di Italo Petriccione e da qualche guizzo di ironia. I personaggi, seppur ben caratterizzati, non vanno oltre la macchietta, appena sfiorata da una vena di comicità e la tematica è limitata alla rivalutazione dei piccoli fatti e le piccole cose del quotidiano. La metafora, con la quale il regista intenderebbe ambiziosamente nobilitare il raccontino degli otto spaesati, facendone la protesta di chi si isola da una realtà difforme da quella sognata e perseguita, risulta a volte inespressa. Il linguaggio grossolano di Lo Russo, qualche situazione realistica e alcune pesantezze allusive rendono il film discutibile dal punto di vista pastorale.

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