MIA DOLCE ASSASSINA

Valutazione
Inaccettabile, Insano
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Claude Miller
Durata
119'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
MORTELLE RANDONNEE
Distribuzione
Film International Company
Soggetto e Sceneggiatura
Marc Behm
Musiche
Carla Bley
Montaggio
Albert Jurgenson

Sogg. e Scenegg.: Marc Behm - Fotogr.: (panoramica/a colori) Pierre Lhomme - Mus.: Carla Bley - Montagg.: Albert Jurgenson - Dur.: 119' - Produz.: Telema, TF1 - Films Production

Interpreti e ruoli

Michel Serrault (L'occhio), Isabelle Adjani (Catherine), Guy Marchand (Madeleine), Stephane Audran (M.me Shmitt-Boulanger), Macha Meril (Ralph), Genevieve Page (Betty), Samy Frey, Domenique Frott

Soggetto

un maturo investigatore privato, detto l'Occhio, che lavora per una modesta agenzia, viene incaricato dai ricchi signori Hugo di indagare su una giovane avventuriera, Lucy, fidanzata col loro unico figlio Paul. Iniziata la sorveglianza, il detective rimane subito incantato dalla ragazza, che crede di poter identificare con la propria figlia Marie, sottrattagli dalla moglie molti anni prima, quando era ancora banibina. Scoperto che Lucy ha assassinato Paul, ed è fuggita poi con molto danaro, l'investigatore fa scomparire il corpo dei giovane e incomincia a seguire dovunque la presunta Marie, che si reca sotto vari nomi in molte località eleganti d'Europa (Montecarlo, Baden-Baden, Roma, Biarritz), ha brevi avventure con altri giovanotti ricchi ed anche con una lesbica, quindi li uccide, derubandoli di grossi valori. Il presunto padre, non cerca di impedire i suoi crimini, ma la protegge e l'aiuta a fuggire, senza mai parlarle e neppure avvicinarla; cosicchè lei non si accorge della sua presenza. Quando, però, la ragazza s'innamora sul serio di Ralph, un architetto brillante, ricco e cieco, e accetta di sposarlo, l'Occhio, follemente geloso, provoca un incidente, in cui il cieco, investito da un grosso automezzo, muore. La giovane donna afflitta e turbata, riprende allora la sua folle corsa da un posto all'altro dell'Europa, ma ormai è stata identificata: si chiama Catherine, ha avuto una poverissima infanzia, trascorsa con un padre misero e umiliato, che ha molto amato e che ancora le manca disperatamente. Poichè la polizia ha scoperto i suoi delitti e lei non può quindi ritirare i soldi depositati in varie banche, Catherine è costretta a fare la cameriera in un piccolo bar, dove finalmente l'Occhio si decide a parlarle. Egli, frattanto, ha ucciso e rubato per salvarla. Quando la polizia sferra la caccia finale contro di lei, Catherine, vedendosi perduta, si getta dall'alto con l'auto e muore. In seguito l'Occhio viene condotto dalla ex moglie, Madeleine, alla tomba della loro Marie, morta in tenera età, e deve quindi persuadersi che l'altra era solo Catherine e non sua figlia. Ma quando egli infine muore, crede ancora di entrare nell'aula scolastica, in cui la sua bambina lo aspetta a braccia aperte.

Valutazione Pastorale

questo film, dopo un inizio valido, perde di efficacia dilungandosi nelle folli vicende di Catherine, assassina psicopatica, e del suo aspirante padre. Si tratta in realtà di due casi degni di uno psicanalista, infatti se l'Occhio cerca disperatamente la figlia (morta), e vuole identificarla con la ragazza, che lo ha affascinato, questa soffre ancora per la mancanza del padre, anche se questi non le ha lasciato che molte frustrazioni e rancori nel cuore, in conseguenza dei quali lei uccide gli uomini e li deruba. Però non risulta chiaro se il detective crede realmente che Catherine sia sua figlia. o se, invece, innamorato segretamente di lei, cerchi inconsciamente di ingannare se stesso, rifiutando tale sentimento e rifugiandosi nella presunta paternità. Tutto ciò potrebbe essere interessante, se il film fosse meno ermetico e confuso, e le psicologie dei personaggi risultassero più approfondite. Comunque, i crudeli assassinii commessi dalla donna, ai quali il detective tiene mano, senza cercare di evitarli, e l'atmosfera insana di cui quest'opera è pervasa, la rendono inaccettabile. Mentre Isabelle Adjani non è sempre credibile nel suo ruolo vampiresco, in cui a volte è troppo attonita, Michel Serrault è invece valido in quello dell'investigatore, di cui rende con finezza sia l'amore protettivo e irrazionale verso la ragazza assassina, che il vaneggiamento visionario nel ricordo della figlia perduta.

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