MIAMI BLUES

Valutazione
Discutibile, Efferatezze
Tematica
Genere
Poliziesco
Regia
George Armitage
Durata
99'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MIAMI BLUES
Distribuzione
C.D.I.
Soggetto e Sceneggiatura
George Armitage tratto dal romanzo di Charles Willeford
Musiche
Gary Chang
Montaggio
Craig McKay

Sogg.: tratto dal romanzo di Charles Willeford - Scenegg.: George Armitage - Fotogr.: (normale/a colori) Tak Fujimoto - Mus.: Gary Chang - Montagg.: Craig McKay - Dur.: 99' - Produz.: Jonathan Demme, Gary Goetzman

Interpreti e ruoli

Fred Ward (Moke Moseley), Alec Baldwin (Frederick J. Frenger Jr.), Jennifer Jason Leigh (Susie Waggoner), Charles "Chuck" Nafier Nora Dunn (Bill Henderson), Obba Babatunde (Ellita Sanchez), Paul Gleason (Blink Wilie), Shirley Stoler (Frank Lackley), Gary Goetzman

Soggetto

un balordo di bell'aspetto sbarca all'aeroporto di Miami. Già ospitato in un carcere, ex-truffatore e scippatore, Frederick J. Frenger Junior non esita un istante anche a sparare. Appena a terra tronca un dito ad un inoffensivo giovane Krisnha (che muore di un colpo apoplettico), si installa in un lussuoso albergo (carte di credito falsificate ne ha sempre) e si fa venire unaragazza (Susie Waggoner), studentessa di nome e "squillo" di fatto. Quella gli crede, affascinata, e poi gli consegna dieci milioni in titoli per metter su casa e qui preparargli manicaretti, in attesa delle nozze (senza però programmare figli, che Junior non desidera immettere in quella fogna che è il mondo). Intanto il morto dell'aeroporto ha scatenato il sergente Hoke Moseley, puntiglioso come pochi e affezionato alla propria dentiera, che dà la caccia al colpevole. Junior fa altri colpetti, uccide uno scippatore portandogli via il malloppo e, poiché il tallonamento di Hoke lo infastidisce nella sua attività, fa una visitina a casa sua rubandogli dentatura e distintivo, poi spacciandosi per agente, spara all'occorrenza. Susie ignora le imprese del suo uomo, sogna il matrimonio, una casetta ed una vita tranquilla, volendo credere ciecamente che Junior abbia messo la testa a posto per sempre. Hoke, uscito dopo la battuta dall'ospedale, non demorde, si apposta, insegue, vuol recuperare protesi e distintivo e, soprattutto, rimandare in prigione quel dannato spaccone arrivato a Miami. Così parla francamente alla ragazza riluttante a rinunciare ad un gradevole futuro e pronta perfino ad accompagnare Junior in macchina per la rapina progettata contro la botteguccia di una numismatica, che cadrà uccisa insieme al suo assistente armato. Susie allora capisce la verità e smette di far da palo, lasciando il delinquente appiedato. Il sergente lo insegue fino a casa: nel conflitto a fuoco, Frederick muore. Hoke ha ripreso tono e distintivo e Susie si ritrova sola e straziata dal dolore.

Valutazione Pastorale

un tema con variazioni nel campo del poliziesco, questa volta, tuttavia, molto cinico nello scherzare beffardamente e con indifferenza su furti, aggressioni e delitti mortali. Junior infatti che si presenta come un dritto e uno spaccone in realtà è un maniaco, efficientissimo nel troncare dita (una sua specialità), nel rapinare e, se del caso, nello sparare alla gente. Specie all'inizio si può anche sorridere a qualche bravata, ma si finisce di farlo presto, quando la vicenda scivola inesorabilmente verso la delusione della ragazza e la cruda fine del reprobo.

Le altre valutazioni

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