MINORITY REPORT

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Famiglia, Libertà, Male, Politica-Società
Genere
Fantascienza
Regia
Steven Spielberg
Durata
142'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Minority report
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Scott Frank e Jon Cohen basato sul racconto omonimo di Philip K.Dick
Musiche
John Williams
Montaggio
Michael Kahn

Orig.: Stati Uniti (2002) - Sogg.: basato sul racconto omonimo di Philip K.Dick - Scenegg.: Scott Frank e Jon Cohen - Fotogr.(Scope/a colori): Janusz Kaminski - Mus.: John Williams - Montagg.: Michael Kahn - Dur.: 142' - Produz.: Gerald R.Molen, Bonnie Curtis, Walter F.Parkes, Jan De Bont.

Interpreti e ruoli

Tom Cruise (capitano Paul Anderton), Colin Farrell (Danny Witwer), Samantha Morton (Agatha), Max Von Sydow (Lamar Burgess), Steve Harris (Jad), Neal McDonough. (Fletcher), Lois Smith (Iris Hineman), Kathryn Morris (Lara Clarke), Jessica Capshaw (Evanna), Mike Binder . (Leo Crow)

Soggetto

A Washington nel 2054 l'omcidio é un crimine ormai eliminato. In una sezione particolare del Dipartimento di Giustizia i Pre-Cogs, tre giovani che vivono in una camera di compressione liquida, riescono a 'vedere' in anticipo i delitti e a segnalarli all'apposita Unità Pre-Crimine. Ricevuto l'allarme, gli uomini di questa unità raggiungono il luogo e le persone indicate e, poco prima che accada l'evento, intervengono, arrestando la persona indicata. Un sistema perfetto che, in vita delle prossime elezioni, si cerca di rendere operativo anche nel resto degli Stati Uniti. Tutto funziona fino al giorno in cui a vedersi nel ruolo di omicida non è proprio il capo di questo nucleo, il comandante John Anderton. Distrutto dal dolore per il tragico smarrimento del figlioletto di sei anni in un'affollata piscina comunale (episodio di cui lui si incolpa e che ha determinato la separazione dalla moglie), Anderton si è dedicato con passione al suo ruolo e la visione di se stesso intento ad uccidere un uomo che non conosce, lo getta nello sconforto. Mancano 36 ore all'azione delittuosa che lo vede coinvolto, e Anderton deve cercare di capire come può evitare di essere incolpato e arrestato. Deve anche guardarsi dal capo del Dipartimento, Danny, che invece lo vuole vedere colpevole. Recatosi dalla dott.ssa Iris, inventrice della Pre-Crimine, Anderton apprende che tra i Pre-Cogs esiste il cosiddetto 'rapporto di minoranza': significa che all'interno dei tre può esserci qualcuno non d'accordo sulla previsione e in grado di modificare l'evento. La minoranza è rappresentata da Agatha, che Anderton sequestra e conduce dall'hacker Rufus. Dopo serrate ricerche, Anderton scopre che l'uomo sconosciuto è quello che dovrebbe aver ucciso suo figlio. Sta per ucciderlo ma poi si ferma. In realtà quell'uomo é stato inviato per provocare Anderton ad ucciderlo. C'è una macchinazione contro Anderton, e a pilotarla é Lamar Burgess, direttore dell'Unità, contrario all'espansione del sistema. Lamar elimina Danny per frar ricadere ancora la colpa su Anderton. Quando Lara, la moglie di Anderton, va a parlare con lui, Lamar si tradisce e rivela di essere il vero colpevole. Nel corso di un pranzo ufficiale, Anderton smaschera Lamarr, che allora si uccide, dopo aver chiesto perdono a Anderton. Anni dopo la Pre-Crimine viene abbandonata. Anderton si è ricongiunto con la moglie, ora di nuovo incinta.

Valutazione Pastorale

Da un trentennio, Steven Spielberg è regista di titoli quali "E.T.", la saga di Indiana Jones, "Jurassic Park" ma anche di "Schindler's list" e di "Salvate il soldato Ryan". La matrice realista, fortemente legata a temi di natura storico-sociale, va di pari passo con quella favolistica, nella quale l'autore proietta i bisogni dell'essere umano di levarsi oltre le difficoltà della vita quotidiana e di interrogarsi sul proprio futuro. E' un percorso che facilmente sconfina nella fantascienza e in scenari nei quali si muove l'umanità prossima ventura. Per certi versi continuando una riflessione iniziata con il precedente "A.I.Intelligenza artificiale", Spielberg utilizza in questo caso il racconto omonimo di Philip K.Dick, acuto scrittore di fantasy già accostato da Ridley Scott per "Blade runner". Lo scenario disegna dunque una città ideale, nella quale la possibilità di prevenire l'esecuzione di un crimine elimina a poco a poco l'esistenza del crimine stesso, e tutti vivono più sicuri, trascurando però il fatto che i colpevoli, a dire il vero non più tali, vengono comunque arrestati e condannati all'isolamento. La necessità di muoversi su differenti livelli realistico-simbolici per visualizzare l'elaborazione dei pensieri e delle azioni impone l'alternanza dei piani narrativi tra presente, passato, futuro. Il film diventa cosi una sorta di thriller dell'anima, un cammino di ricerca in quegli angoli della coscienza dove convivono utopia e fatalismo, speranza e destino, colpa e riscatto. La prospettiva di Spielberg è duplice: da un lato quella politico-sociale (fino a che punto spingersi nel dettare regole per la sicurezza? Chi controlla la gestione di tali regole?); dall'altro quella etico-morale. Qui si affacciano i temi del libero arbitrio, della volontà di determinare il proprio destino, di arrivare al perdono. Qualcosa di questi nobili obiettivi si perde nell'ibrido di troppi passaggi banalmente spettacolari e in qualche eccessiva complicazione che impedisce di seguire bene il contorto dipanarsi dei fatti e fa sentire i 142' del racconto. Dal punto di vista pastorale, il film è comunque valido e positivo, da valutare come accettabile e nell'insieme problematico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria. Da recuperare anche in successive occasioni come esempio di grande prodotto hollywoodiano che cerca dei coniugare spettacolo e riflessione.

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