MISSION: IMPOSSIBLE – PROTOCOLLO FANTASMA

Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Spy-story
Genere
Spy story
Regia
Brad Bird
Durata
132'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Mission Impossible - Ghost Protocol
Distribuzione
Universal Pictures International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Josh Appelbaum, André Nemec, Bruce Geller ispirato alla omonima serie televisiva creata da Bruce Geller
Musiche
Michael Giacchino
Montaggio
Paul Hirsch

Orig.: Stati Uniti (2011) - Sogg.: ispirato alla omonima serie televisiva creata da Bruce Geller - Scenegg.: Josh Appelbaum, André Nemec, Bruce Geller - Fotogr.(Scope/a colori): Robert Elswitt - Mus.: Michael Giacchino - Montagg.: Paul Hirsch - Dur.: 132' - Produz.: Tom Cruise, J.J. Abrams, Bryan Burk.

Interpreti e ruoli

Tom Cruise (Ethan Hunt), Jeremy Renner (William Brandt), Simon Pegg (Benji Dunn), Paula Patton (Jane Carter), Michael Nyqvist (Kurt Hendricks), Vladimir Mashkov (Anatoly Sidirov), Josh Holloway (Trevor Hanaway), Anil Kapoor (Brji Nath), Léa Seydoux (Sabine Moreau), Tom Wilkinson (segretario del FMI)

Soggetto

Dopo che un attentato terroristico ha distrutto il Cremlino, il governo degli Stati Uniti accusa dell'attacco l'intera Impossible Mission Force (IMF), la scioglie e decide di attivare il "Protocollo fantasma". Lasciato senza risorse e quasi invitato ad agire nell'ombra, Ethan Hunt mette insieme una squadra con l'obiettivo di riscattare l'IMF e sventare un attacco nucleare. Nel gruppo però ci sono persone che hanno motivazioni personali molto differenti...

Valutazione Pastorale

La prima volta di Ethan Hunt è stata nel 1996; la seconda nel 2000; la terza nel 2006. Siamo dunque al quarto incontro con la Impossible Mission Force e, consapevoli del rischio cui talvolta vanno incontro le 'serie', i produttori chiariscono di aver voluto fare una pellicola da seguire anche senza aver visto le precedenti. In effetti i rimandi interni sono inesistenti, e non ci sarebbe nemmeno il tempo per cercarli, tanto l'azione è fitta e incalzante. Le atmosfere della spy-story prendono subito il sopravvento e indirizzano il copione verso un crescendo di cambi di scena, doppiogiochi, rivelazioni. Il gioco di specchi tra verità e finzione si spezza in progressivi frammenti, lasciando l'idea di sorprese fino alla fine possibili. Naturalmente il ritmo avvolge il tutto in una giostra fin troppo accelerata che attraversa mezzo mondo, mostrando località belle e molto 'cinematografiche' (Budapest, Dubai, India...). Nell'intreccio frenetico, si coglie l'intenzione di tenere un certo equilibrio rispetto alla politica estera dell'amministrazione Obama. Spettacolo notevole e film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e nell'insieme semplice (rispetto all'impianto generale, ma qualche passaggio della trama non è sempre chiarissimo).

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e in seguito come prodotto di pregevole fattura commerciale.

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