MONTE

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti
Tematica
Famiglia, Male, Metafore del nostro tempo
Genere
Drammatico
Regia
Amir Naderi
Durata
100'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Francia, Italia, Stati Uniti
Titolo Originale
/////
Distribuzione
ASAP
Montaggio
Amir Naderi . Dur.: 100'

Orig.: Stati Uniti/Francia/Italia (2016) - Sogg. e scenegg.: Amir Naderi - Fotogr.:(Panoramica/a colori): Roberto Cimatti - - Mus.: - Montagg.: Amir Naderi . Dur.: 100' - Produz.: Carlo Shalom Hintermann, Gerardo Panichi, Rino Sciarretta, Eric Nyari, Thierry Lenouvel, Michel Merkt per Citrullo International, Zivago Media, Cineric, Cine Sud Promotion, KNM, RAI Cinema - 73^ MOSTRA INTERNATIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2016 FUORI CONCORSO.

Interpreti e ruoli

Andrea Sartoretti (Agostino), Claudia Potenza (Nina), Zaccaria Zanghinelli (Giovanni), Anna Bonaiuto (donna dell'amuleto)

Soggetto

Una famiglia vive in un villaggio isolato, in periodo medievale. La vita non è certo facile, in un territorio reso aspro e inospitale dalla presenza di una montagna che sottrae luce e calore. Non sembra che rimanga altro che la resa, ma il capofamiglia Agostino si oppone con ostinazione allo spostamento e pensa a un modo per risolvere il problema. Imbraccia un piccone e si scaglia contro la montagna, iniziando una lenta demolizione... .

Valutazione Pastorale

Monte è un’opera ricca di significati, dalla struttura robusta e dallo svolgimento in più momenti angoscioso. Il tema più immediato è il conflitto uomo-natura, a fianco la ricerca di spazi abitativi e la possibilità di integrazione. Al centro c'è un uomo, il capofamiglia (di una volta) che deve mostrare determinazione e coraggio per tenere ferma la sua ostinazione, senza arrendersi alle difficoltà e anzi riuscendo a compattare la famiglia, disposta a seguirlo e a sostenerlo in una battaglia impari,ricordando le tradizioni del passato. La presa di posizione contro la montagna raggiunge momenti di follia e tocca atmosfere di aberrante astrazione, quando la ragione sembra prevalere e non ci sono più margini per pensare. Viene fuori il rifiuto di piegarsi di fronte alle forme di oppressione sociale. Quello di Naderi però non è solamente un appello alla ribellione, ma è anche un invito alla speranza, che inonda il film nelle battute finali, quando irrompe finalmente la luce. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria per un pubblico certamente abituato ad un cinema di forte valenza metaforica e simbolica. Giusto per avviare riflessioni sulle nuove strade del cinema iraniano.

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