NEMICI D’INFANZIA

Valutazione
Discutibile, Superficialità
Tematica
Amicizia
Genere
Biografico
Regia
Luigi Magni
Durata
100'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
NEMICI D'INFANZIA
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Luigi Magni, Carla Vistarini tratto dal romanzo omonimo di Luigi Magni
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Fernanda Indoni

Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Luigi Magni - Scenegg.: Luigi Magni, Carla Vistarini - Fotogr.: (panoramica/a colori) Roberto D'Ettorre Piazzoli - Mus.: Nicola Piovani - Montagg.: Fernanda Indoni - Dur.: 100' - Produz.: Telecinestar, Istituto Luce

Interpreti e ruoli

Renato Carpentieri (Corsini), Paolo Murano (Paolo), Giorgia Tartaglia (Luciana), Nicola Russo (Marco), Luigi Diberti (Padre di Paolo), Gregorio Gandolfo (Padre di Luciana), Elodie Treccani (Marisa), Elena Berera

Soggetto

a Roma occupata dai tedeschi, rimasto orfano di madre nella primavera 1944, il dodicenne Paolo, un romano del quartiere Prati, vive col padre, disorientato e come assente, in un modesto appartamento all'ultimo piano di un palazzo, tra i cui vicini in occasione del lutto viene a conoscere la famiglia di un gerarca fascista che ha sposato una tedesca. Lo colpisce Luciana, pressoché sua coetanea, figlia dei due, venuta con loro a porgere le condoglianze, per uno sguardo intenso ed amichevole che gli viene rivolto. Da quel momento Paolo trascura alquanto i pochi amici con i quali gioca alla guerra ed a combinare rischiose monellerie durante il coprifuoco, passando invece ore sul terrazzo sotto i tetti nella speranza d'intravvedere la ragazza di cui si è candidamente infatuato. Nasce, così, timidamente, fra i due, una storia d'amore, furtiva e costretta ad incessanti cautele, per evitare complicazioni ad ambedue. Ad appesantire la situazione contribuisce sia il breve "permesso" che riporta in famiglia per il lutto il figlio maggiore Marco, fidanzato con Marisa, figlia di una vicina, partito volontario per la X MAS, un diciottennne fragile ed insicuro come tanti altri coetanei, travolti dagli eventi, che Paolo non riesce né ad amare né a rifiutare, sia l'arrivo di un inquilino invalido civile, silenzioso e schivo, che ha trovato alloggio nell'abbaino e che Paolo intravvede dal lucernario (su cui è salito per cercare di vedere apparire Luciana) intento a pulire una pistola. Gli diventa amico, gli rende qualche piccolo servizio, ne ascolta con ammirazione i pacati ragionamenti e le sagge riflessioni e gli offre di nascondergli la pistola al sopravvenire della polizia: è Corsini, un antifascista, che una sera (mentre Paolo segue per la strada a distanza Luciana, che rientra con i genitori dal cinema) è da lui visto unico testimone mentre spara al padre di lei. Pur di non tradirlo accetta di perdere Luciana che invano gli ha chiesto di denunciare l'assassino: Paolo porterà con sé nella vita il tremendo segreto di quella morte.

Valutazione Pastorale

pur fra qualche vistoso svarione nell'ambientazione e nella ricostruzione di particolari d'epoca, il film è apprezzabile come rivisitazione autobiografica di situazioni, circostanze, personaggi ed eventi di un'epoca da parte di un adolescente immaturo e frastornato da accadimenti più grandi di lui. Semplicisticamente il regista ha mantenuto quasi sempre un tono equidistante da possibili estremismi, nei confronti delle varie parti: il gerarca fascista vi appare solo per l'aspetto di padre e marito premuroso e preoccupato per l'incolumità della famiglia; il giovane volontario della X MAS, come prodotto obbligato (se non addirittura vittima) di decennali illusioni di una famiglia acriticamente devota al 'duce' ("tutte le sere mi facevi pregare per lui", rinfaccia Paolo al padre) e di una società martellata da espressioni retoriche roboanti; lo stesso Corsini, delegato assassino del 'gerarca', come esecutore delle dure leggi d'ogni guerra. "Nemici d'infanzia", a dispetto del loro pudico ed acerbo amore, vengono ridotti dagli eventi i due adolescenti, non ancora in grado di orientarsi tra il groviglio d'ideologie folli e di convulsi antagonismi di un'epoca storica da dimenticare: quella che la memoria confusa di Paolo va rievocando di quanto i suoi occhi di fanciullo hanno potuto intravvedere con la curiosità e gli interrogativi di un'età segnata dal dolore e dall'impossibilità di trovare risposte.

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