NOTTETEMPO

Valutazione
Consigliabile, problematico
Tematica
Famiglia - genitori figli, Metafore del nostro tempo, Sport
Genere
Drammatico
Regia
Francesco Prisco
Durata
90'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
Videa
Musiche
Valerio Camporini Faggioni
Montaggio
Lorenzo Peluso

Orig.: Italia (2014) - Sogg. e scenegg.: Anna Maria Morelli, Francesco Prisco, Gualtiero Rosella - Fotogr.(Scope/a colori): Francesco Di Giacomo - Mus.: Valerio Camporini Faggioni - Montagg.: Lorenzo Peluso - Dur.: 90' - Produz.: Anna Maria Morelli, Amedeo Bacigalupo, Alessandro Cannavale.

Interpreti e ruoli

Giorgio Pasotti (Matteo), Nina Torresi (Assia), Gianfelice Imparato (Enrico), Esther Elisha (Lidia), Antonio Milo (Damiano), Samuele Colungi (Rocco), Valeria Milillo (Giada)

Soggetto

Un grave incidente stradale: un autobus va fuori strada, si rovescia, poco dopo esplode. Matteo, uno dei due poliziotti accorsi, riesce a salvare Assia. Lei è l'unica superstite e, quando esce dall'ospedale, sente il desiderio di rintracciare Matteo, di cui da tempo è innamorata. Sa che si è trasferito a Bolzano e decide di raggiungerlo. Perso il treno, accetta il passaggio in macchina di Enrico, cabarettista in crisi, con una forte motivazione per recarsi nel capoluogo altoatesino. Matteo, a sua volta, a Bolzano vuole conoscere il figlio Rocco di nove anni, mai visto dopo aver lasciato la madre Lidia. In città tutte le vicende dovranno inevitabilmente risolversi.

Valutazione Pastorale

Si tratta di tre storie che cominciano separatamente e a poco a poco convergono, attraverso alcuni fili invisibili. C'è in ballo l'attesa per qualche mistero da svelare. Alla fine, se si capisce il motivo che porta tutti a Bolzano, inspiegati restano però alcuni passaggi narrativi, che dovrebbero far lievitare la tensione e invece complicano i collegamenti tra il perché e il percome. Nato nel 1976, Prisco, dopo aver diretto spot commerciali e corti, esordisce con questo film di genere che è opportuno collocare nel noir. La scelta è suggestiva e insieme richiede impegni precisi di esattezza e razionalità. Qui si avverte proprio la mancanza di pezzi di racconto, passaggi inespressi che creano distanza dalla materia narrata. Restano, a supportare l'operazione, atmosfere suggestive, esterni tra Campania e Bolzano ben orchestrati per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, e problematico per i temi che suggerisce (anche senza approfondirli).

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e in successive occasioni come opera prima italiana curiosa e da seguire.

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