PASSION OF MIND

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Donna, Famiglia - genitori figli, Psicologia
Genere
Drammatico
Regia
Alain Berliner
Durata
105'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Passion of mind
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Randy Edelman
Montaggio
Anne V. Coates

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg. e scenegg.:Ron Bass, David Field - Fotogr.(Scope/a colori): Eduardo Serra - Mus.: Randy Edelman - Montagg.: Anne V. Coates - Dur.: 105' - Produz.: Carole Scotta, Tom Rosenberg, Ron Bass.

Interpreti e ruoli

Demi Moore (Marthy/Marie), Stellan Skarsgard (William Granter), William Fichtner (Aron Reilly), Sinead Cusack (Jessie), Matthew Beisner (dott. Langer), Peter Rigert, Joss Ackland

Soggetto

Nel sud della Francia Marie, vedova con due figlie piccole, vive giornate all'apparenza serene. La notte infatti, quando si addormenta, eccola assumere le sembianze di Marty, che vive a New York dove é un'agente letteraria dal carattere forte e aggressivo. Anche lì, in America, Marty sogna di essere una Marie che vive in Francia. E così le due vite scorrono parallele. In Francia una mattina al supermercato Marie incontra William, uno scrittore americano che la invita a cena. Lei confessa di non uscire più da due anni,da dopo la morte del marito. In America Marty accetta la compagnia di Aron,uomo d'affari. Ognuna delle due donne rivela al partner l'esistenza dell' altra, e questo rende i rapporti incerti e disturbati. In una serie di intrecci sempre più aggrovigliati, Marty mostra alcune foto di lei piccola: sono uguali a quelle delle figlie di Marie. Allo stesso tempo l'amica che conforta Marie ha le sembianze della mamma morta quando Marie aveva 11 anni. "Non tutti siamo la stessa persona" dice Marie. E a New York Martie dà ad Aron oggetti preso dalla casa in Francia. "Sono sempre stati destinati a te" gli dice.

Valutazione Pastorale

Il tema centrale, dichiarato con evidenza, é quello dello sdoppiamento della personalità: in ognuno di noi convivono più caratteri, spesso opposti e capaci di vivere vite autonome. Su questa premessa si snoda un racconto dalle molte ambizioni non tutte risolte. C'è il tentativo di non fare il solito film psicanalitico ma di servirsi di sviluppi attendibili sul piano drammaturgico per scavare all'interno delle due protagoniste. L'idea buona é quella di sottolineare che il sogno non é contrario ma anzi é parte integrante della realtà. Meno risolto é il contorno: simbolismi un po' facili, qualche passaggio che sa di costruito a tavolino, un rimbalzo tra le due donne e le due situazioni che spezza la compattezza del ritmo, crea vuoti e dà l'impressione di un arzigogolo sovrabbondante. I seri problemi di fondo alla fine si diluiscono nella sensazione di qualche artificio di troppo. Dal punto di vista pastorale il film affronta tra alti e bassi argomenti comunque interessanti, risultando discutibile proprio per le ambiguità che lo sviluppo del racconto costruisce. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. E' da proporre per introdurre riflessioni sulla psicanalisi e il rapporto con i sogni.

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