PASSIONI VIOLENTE (VOYAGER) *

Valutazione
Discutibile, Complesso
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Volker Schlondorff
Durata
116'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Repubblica Federale Tedesca
Titolo Originale
VOYAGER
Distribuzione
C.D.I.
Soggetto e Sceneggiatura
Volker Schlondorff tratto dal romanzo "Homo Faber" di Max Frisch
Musiche
Stanley Myers
Montaggio
Dagmar Hirtz

Sogg.: tratto dal romanzo "Homo Faber" di Max Frisch - Scenegg.: Volker Schlondorff - Fotogr.: (panoramica/a colori) Yorgos Arvanitis, Pierre Lhomme - Mus.: Stanley Myers - Montagg.: Dagmar Hirtz - Dur.: 116' - Coproduz.: Bioskop Film, Munchen; Action Film, Paris

Interpreti e ruoli

Sam Shepard (Walter Faber), Julie Delpy (Sabeth), Barbara Sukova (Hannah), Traci Lind (Charlent), Debora-Lee Furness (Ivy), Dieter Kirchlechner (Herbert Hencke), August Zirner (Joachim), Thomas Heinze (Kurt), Bill Dunn, Peter Berling, Lorna Farrar

Soggetto

nel 1957 Walter Faber, brillante e maturo ingegnere americano, al quale interessa solo il lavoro, che lo fa viaggiare moltissimo, mentre sta tornando in aereo a New York da Caracas, è costretto ad un atterraggio di fortuna, nel deserto del Messico. Illeso e imperturbabile, come sempre, in attesa dei soccorsi, Walter scopre che un compagno di viaggio tedesco, Herbert Hencke, è il fratello di un suo amico di gioventù, Joachim, del quale non sa più nulla da venti anni, e che Herbert va appunto a trovare, nella piantagione dello Yucatan, cui si è dedicato, abbandonando la medicina. Chieste notizie di Hannah, la moglie dell'amico, apprende che il matrimonio si è sciolto, subito dopo la nascita di un figlio ed Herbert non sa più nulla della cognata. Hannah è stata invece il solo amore di Walter, che ricorda ora il motivo della loro separazione: la notizia che lei era incinta, e il conseguente disaccordo, perché egli non voleva un figlio. Ma poi la donna gli aveva assicurato che il bambino non sarebbe nato, perché Joachim l'avrebbe fatta abortire. Adesso, giunti i soccorsi, Walter decide improvvisamente di accompagnare Herberth nella visita all'amico, che però trovano morto: si è impiccato, senza che se ne sappia il perché. In seguito, dovendo recarsi da New York a Parigi, per impulso Faber parte su di una nave, dove conosce una graziosa ragazza bionda, Sabeth, e con la quale fa amicizia. Mentre la fanciulla gli dice che sua madre ha sacrificato tutta la vita per lei, afferma che ora vuol fare con l'autostop un viaggio in Italia; ma Walter, che disapprova, le chiede improvvisamente di sposarlo, però la ragazza non prende la cosa sul serio. Separatosi con rammarico da lei all'arrivo in Francia, Faber la ritrova per caso a Parigi, e decide di accompagnarla in auto in Italia. All'albergo, lui prende due stanze, ma di notte Sabeth lo raggiunge in camera e i due hanno un rapporto d'amore. Più tardi Sabeth racconta che, anche se porta il cognome del secondo marito di sua madre, che ora vive sola, il nome di suo padre è quello del primo marito: Joachim Hencke. Walter è molto turbato da questa notizia, anche perché Sabeth gli dice di essere nata nel '38, e decide di andare con lei ad Atene per parlare con Hannah, che fa l'archeologa. Intanto tronca i rapporti amorosi con la ragazza, che ne soffre. Prima di arrivare ad Atene, mentre egli fa una nuotata in mare, Sabeth riposa su un prato e viene morsa da una vipera; ma, scattando in piedi mentre chiede aiuto, cade in terra e batte la testa su di un masso. All'ospedale c'è Hannah; sul principio le previsioni dei medici non sono allarmanti: raramente la vipera è mortale, ma Hannah appare turbata e chiede a Faber a che punto è arrivato con la ragazza: lui dice la verità, e lei nega sempre che Sabeth sia sua figlia. Però il giorno dopo la donna ricorda a Walter che lui "allora" disse "tuo" figlio, invece che "nostro", e lei scelse un altro marito e un altro padre per quel bambino, che voleva tenere. Ora Sabeth lo ama, e lei non ha più potuto dirle la verità. A sua volta l'uomo la rimprovera di aver mentito a tutti e due per tanti anni. Improvvisamente Sabeth muore, per una frattura alla base del cranio, di cui i medici non s'erano accorti. Dopo una crisi di disperazione, Hannah accompagna Faber all'aeroporto. Egli resta lì, seduto solo, con gli occhiali neri, per non vedere il mondo, e ripensa alla dolce Sabeth morta. Ormai è un uomo distrutto.

Valutazione Pastorale

tratto dal romanzo di Max Frisch "Homo Faber", questo film di Volker Scholondorff appare livido e accorato, nel narrare la vicenda (tanto simile a quella di Edipo) di un incesto inconsapevole, che sconvolte la vita, troppo metodica, egoistica ed arida del protagonista, Walter Faber, un ingegnere, che si appassiona solo al lavoro, ed è abituato ad attraversare l'esistenza come un viaggiatore occasionale. Egli riporta tutto alla scienza esatta, e dice di temere soltanto il "trovarsi in mezzo ad un vortice di coincidenze". Ed è appunto questo che gli piomba addosso improvvisamente, quando si trova risospinto nel suo passato dall'incontro con uno sconosciuto. Da qui comincia un lungo viaggio per il mondo, che lo porta all'orrore indicibile di scoprire d'aver avuto un rapporto erotico con la figlia, della quale ignorava l'esistenza. Faber (che non è artefice della propria vita) esce distrutto da questa esperienza, mentre la ragazza muore per un incidente, seguitando ad ignorare che egli è suo padre. Il racconto è asciutto e drammatico ad un tempo e mostra i danni provocati dalla paura della verità e dalla fuga dalle responsabilità. Gli attori hanno ruoli difficili: Sam Shepard è troppo impenetrabile, nella spesso ingrata parte di Faber; Julie Delpy è una Sabeth dolce, trepidante e struggente, mentre Barbara Sukova dà il suo tragico volto ad Hannah.

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