PRET-A-PORTER ***

Valutazione
crudo, Discutibile, Dibattiti
Tematica
Donna
Genere
Grottesco
Regia
Robert Altman
Durata
130'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
PRET-A-PORTER
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Robert Altman
Musiche
Michel Legrand
Montaggio
Geraldine Peroni

Sogg. e Scenegg.: Robert Altman - Fotogr.: (scope/a colori) Pierre Mignot, Jean Lepine - Mus.: Michel Legrand - Montagg.: Geraldine Peroni - Dur.: 130' - Produz.: Robert Altman

Interpreti e ruoli

Anouk Aimée (Simone Lowenthal), Marcello Mastroianni (Sergei Oblomov), Sophia Loren (Isabella De La Fontaine), Kim Basinger (Kitty Potter), Julia Roberts (Anne Eseinhower), Tim Robbins (Joe Flynn), Jean Pierre Cassel (Olivier De La Fontaine), Rupert Everett, Lauren Bacall, Linda Hunt, Sally Kellerman, Tracey Ullman, Stephen Rea, Jean Rochefort, Forest Whitaker, Richard E. Grunt

Soggetto

alla vigilia di una settimana di défilé, tutto il mondo parigino è in fibrillazione. Un evento tragico, tuttavia, si verifica: tornando dall'areoporto dove è andato ad accogliere Sergei Oblomov (un sarto russo), il presidente della Camera nazionale della moda Olivier De La Fontaine muore nella sua automobile soffocato da un sandwich. Sergei intimorito si dilegua e la Polizia è convinta che si tratti di un delitto. Il sarto va in un grande albergo, ruba una giacca a quadretti, e si pone alla caccia della vedova del morto (Isabelle, che detestava il marito, alla pari di molti stilisti ed operatori del settore, che ora vengono a porgere ipocrite condoglianze). Tanti, tanti anni prima la splendida Isabelle e Sergei erano stati amanti. Nello stesso albergo Joe Flyinn e Anne Eisenhower, giornalisti americani inviati a Parigi, obbligati ad occupare la medesima stanza, trascorrono giorni interi presi da amore, mandando fax in America sulla scorta della sole notizie viste in televisione. Poi ecco le fantasmagoriche sfilate: stilisti isterici, come Cort Romney (un omosessuale) ed un avversario-amico (Cy Bianco), che dirige una équipe di modelle, tutte di colore come lui, oppure preoccupati come la seducente madame Simone Lowenthal (amante del defunto Oliver), il cui figlio Jack in pieno défilé della ditta vende l'azienda ad un industriale texano. Tutto si svolge in un clima di gente eccitata e vacua, di invertiti e travestiti, di truccatori, parrucchiere e strepitose modelle, tra veli fruscianti, tessuti costosisimi, con l'onnipresente fotografo Milo O'Brannagan il migliore a livello internazionale che fotogafa a tradimento tre diverse redattrici delle migliori riviste di moda. Kitty Potter sempre emergente nel caos generale con microfono in mano per le sue mille interviste televisive alla gente importante abbandona il proprio lavoro, sconcertata e disgustata dalla sfilata finale: il colpo di scena ideato da madame Lowenthal per farsi applaudire con la sua équipe di modelle totalmente nude.

Valutazione Pastorale

Robert Altman analizza il mondo della moda, degli stilisti e delle sfilate in passerella e ne stigmatizza futilità e leggerezze, precarietà, ipocrisie e compromessi. I ritmi del film sono impressionanti, luci e fotografia al meglio, l'eleganza e la ricchezza di abiti e dettagli grandissima. Così la straripante carnevalata risulta spettacolare e divertente, tra bizze isteriche e presenza di sfilate clamorose. Resta da dire del finale, la sfilata di un gruppetto di mannequin nude, ovviamente, in chiave di parabola: Altman vuole significare in sostanza che la maniera più originale per esaltare la donna (perno, motore ed oggetto della moda) è di nulla aggiungere con veli, colori chiassosi e bigiotteria alla sua naturale e pura bellezza. Le top-model che nelle passerelle sfoggiano tele e tessuti fastosi sono sempre conturbanti: qui camminano castamente. Come dire: niente veli, niente eros. La tesi è ardita, si capisce, ma la sequenza va inquadrata nel contesto e nella cornice del film, la cui sigla conclusiva è come un invito ed un inno alla semplicità, alla pura bellezza senza frange e seduzioni, all'opposto di un mondo artificioso.

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