QUANDO LE MONTAGNE FINISCONO

Valutazione
Accettabile-riserve, Realistico
Tematica
Aborto
Genere
Commedia
Regia
Daniele Carnacina
Durata
90'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
QUANDO LE MONTAGNE FINISCONO
Distribuzione
Pag. Film
Soggetto e Sceneggiatura
Daniele Carnacina
Musiche
Michele Santoro
Montaggio
Nino Baragli

Sogg. e Scenegg.: Daniele Carnacina - Fotogr.: (panoramica/a colori) Claudio Bellero - Mus.: Michele Santoro - Montagg.: Nino Baragli - Dur.: 90' - Produz.: M Film Produzioni

Interpreti e ruoli

Giuseppe Cederna (Sandro), Margaret Mazzantini (Anna), Felice Andreasi (Padre), Lina Bernardi (Madre), Mattia Sbraglia (Bruno), Antonio Catania (Lorenzo), Flavio Bucci (Bepi Zomegnan), Angela Finocchiaro (Mariangela), Toni Barpi, Silvia De Luca, Savino Cesario, Romano Corso

Soggetto

Sandro, un trentacinquenne che lavora a Milano nei disegni di animazione, entra in crisi quando apprende da Anna, sua compagna, che essa è incinta di due mesi. La donna è propensa a tenere il bambino, ma gli dà due settimane per avere il suo accordo. Sandro, tipo un pò immaturo, preoccupato delle responsabilità che gli incombono, decide di riflettere e torna al natìo borgo tra i monti del Trentino per visitare i genitori: qui scopre che tra costoro esistono incomprensioni. La madre teme che il marito abbia strambe idee, da quando Bepi Zomegnan ha aperto un pub e fa esibire un gruppetto di belle africane; il padre smentisce e considera la moglie invecchiata e intollerante; d'altra parte, a furia di strappare per anni pietre e ghiaia alla montagna, ha vivo il senso di colpa, per avere con ciò fatto disseccare l'acqua di un laghetto. Sebbene preso dal proprio problema, Sandro si fa partecipe di quelli dei suoi cari dai quali ha vissuto a lungo lontano. Anna intanto, venuta in Trentino, si fa subito ben volere da tutti. Poi, con sgomento generale, l'anziano padre una mattina se ne va. Sandro apprende alla stazione che ha preso il treno per Venezia e sospetta, data la coincidenza della partenza insieme al padre della africana Asha, che sia una fuga con costei; inoltre alla banca del paese risulta un prelievo di venti milioni. Ma il padre torna presto: Asha andava a Padova dove frequenta l'Università, mentre lui si è concesso una escursione in laguna, unicamente per aprire un libretto di risparmio con venti milioni al nome del nascituro. E', la sua, una testimonianza di coraggio e di fiducia nella vita: spariti dubbi e insicurezza, spinge Sandro all'accordo con la sua compagna che deve dargli un figlio. Frattanto l'anziano padre, che si sente ancora forte e pieno di entusiasmo, si è messo in testa di far tornare l'acqua in quel minuscolo lago a cui lui era così profondamente affezionato.

Valutazione Pastorale

tornate alle radici, cercate di comprendere coloro che vi hanno dato la vita (se ancora avete la fortuna di averli) e capirete meglio anche voi stessi: ovverosia niente fughe folli dei vecchi, sagge e mature scelte per voi e indubbi vantaggi per i nipotini. Tale, sembra, il succo di questa piccola vicenda, delicata e affetuosa se si vuole, però tradotta in un film solo di buone intenzioni e tecnicamente di modesto artigianato. Ad esso non si può chiedere troppo. Si può accettare, con qualche riserva (la possibilità per il futuro padre di opporsi in tempo alla volontà antiabortista di Anna). Interpreti docili e convinti: la migliore è Lina Bernardi, spigolosa come la gente e l'ambiente montano esigono, ma dignitosa e teneramente umana.

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